<?xml version="1.0"?>
<gpx 
	xmlns="http://www.topografix.com/GPX/1/1" 
	xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" 
	creator="Riderpedia" 
	version="1.1" 
	xsi:schemaLocation="http://www.topografix.com/GPX/1/1 http://www.topografix.com/GPX/1/1/gpx.xsd">

<metadata>
    <link href="http://www.riderpedia.com">
        <text>Riderpedia</text>
    </link>
    <time>2010-06-13T20:37:11Z</time>
    <bounds maxlat="42.685111463069916" maxlon="11.790152303874493" minlat="42.575665349140763" minlon="11.667561018839478"></bounds>
</metadata>

		
	<rte>
		<name>Mongolia in Vespa</name>
		<cmt>Quattro Vespe, cinque ragazzi attraverso 14 paesi e 15.000 kilometri per arrivare nella capitale della Mongolia: &lt;strong&gt;Ulan Bathor&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;</cmt>
		<src>Riderpedia.com</src>
		<link href="http://www.riderpedia.com/travels/mongolia-in-vespa.html">
			<text>Mongolia in Vespa</text>
		</link>
	
			
				
			<rtept lat="45.4636889" lon="9.1881408">
				<name>Milan - giorno n.1</name>
				<desc></desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="45.5365852" lon="12.6393309">
				<name>Jesolo - giorno n.2</name>
				<desc></desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="45.3326167" lon="14.3031781">
				<name>Abbazia - giorno n.3</name>
				<desc>Percorsi altri 230 chilometri per arrivare ad Abbazia.&lt;br&gt;Abbiamo dormito in un bel campeggio, per poi fare molta strada il giorno seguente.&lt;br&gt;Stefano ha già qualche problema alla centralina, che lo costringe a sostituirla.&lt;br&gt;Splendido pranzo alla stazione di benzina...</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="43.9378311" lon="15.4444164">
				<name>Biograd - giorno n.4</name>
				<desc></desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="42.641833" lon="18.1064513">
				<name>Dubrovnik - giorno n.5</name>
				<desc>Dopo una giornata piena di chilometri macinati, siamo finalmente arrivati in un posto meraviglioso: &lt;strong&gt;Dubrovnik&lt;/strong&gt;.

&lt;p&gt;Paese fantastico, ricco di paesaggi mozzafiato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Vespa di Andrea dà una grippatina, facendoci preoccupare molto.
Alla fine abbiamo approfittato del problema per mangiare alla Lidle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver aggiunto dell’ olio e aver cambiato il getto, proseguiamo verso il sud.&lt;/p&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="42.27977" lon="18.83182">
				<name>Budva - giorno n.6</name>
				<desc>Solamente 80 chilometri. Ci siamo fermati presso una spiaggia
rilassante che ci permette di fare un bel bagno, e di bere alcune
birrette al costo di 70 Centesimi l’una.
&lt;p&gt;Siamo in un nuovo stato: &lt;strong&gt;Montenegro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="41.33165" lon="19.8318">
				<name>Tirana - giorno n.7</name>
				<desc>Dopo circa 200 chilometri siamo arrivati a &lt;strong&gt;Tirana&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;Nella foto siamo con &lt;strong&gt;Saimir&lt;/strong&gt; il quale ci ha portati&amp;nbsp;a mangiare in un locale tipico Albanese.&lt;br&gt;Tanto caldo e tanto stress.&lt;br&gt;Oggi ci metteremo in marcia verso la &lt;strong&gt;Macedonia,&lt;/strong&gt; per poi arrivare in &lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt;.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="41.608635" lon="21.745275">
				<name>Macedonia - giorno n.8</name>
				<desc>Un&apos;altra frontiera!&amp;nbsp;Eccoci in &lt;strong&gt;Macedonia&lt;/strong&gt; dopo aver lasciato l&apos;Albania.&lt;br&gt;
Giornata &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&quot;un po? molle&quot;&lt;/span&gt; per Cristiano, che ha consumato tanta carta igienica! Sarà stato lo spezzatino di ieri sera?&lt;br&gt;
Ci siamo beccati un matrimonio turco, che ci farà dannare fino alle 2 di notte.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="40.711586" lon="23.664783">
				<name>Vrasna beach - giorno n.9</name>
				<desc>Ce l&apos;abbiamo fatta! Partiti dalla Macedonia siamo riusciti a percorrere i 376 chilometri per arrivare in &lt;strong&gt;Grecia&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Vrasna Beach.&lt;/strong&gt; Ieri abbiamo incontrato altri due team del Mongol Rally, partiti da Barcellona.

&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Ci siamo fermati in un ottimo baretto per provare da subito i &lt;strong&gt;Suvlachi&lt;/strong&gt;, e la super salsa &lt;strong&gt;Tzasiki&lt;/strong&gt;,
il tutto ovviamente annaffiato da birra greca. Cristiano si e? ripreso
dopo il Gulash malefico e la strada percorsa oggi era davvero
spettacolare. Abbiamo fatto alcuni passi sui 2000 metri che ci hanno
fatto molto rallentare sulla tabella di marcia.&lt;br&gt;
Domani proseguiremo verso Istambul senza sapere dov&apos;è realmente.&lt;/p&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="40.848815" lon="25.873185">
				<name>Alessandropoli - giorno n.10</name>
				<desc>Anche il nostro nono giorno e&apos; passato. Siamo &quot;purtroppo&quot; arrivati ad &lt;strong&gt;Alexandropolis&lt;/strong&gt;, e dico &quot;purtroppo&quot; perchè a &lt;strong&gt;Kavala&lt;/strong&gt;
c&apos;erano delle fantastiche spiagge selvagge. La cena è stata a base di
pita giros e suvlaki per Umbe, Tano e Stefano mentre per Cate ed Andrea
dieta a causa di cappuccino, caffelatte, caffè poco digeriti. &lt;br&gt;Siamo a
45 chilometri dal confine Turco, e stiamo per abbandonare per i
prossimi mesi il caldo mare. Per domani la destinazione rimane &lt;strong&gt;Istanbul&lt;/strong&gt;
, città fantasticamente popolata (11 MILIONI di abitanti) e ricca di
splendide Moschee. Non sappiamo dove dormiremo in quanto vogliamo
dormire con le vespe vicine, e non sappiamo come fare questo in centro.
Speriamo in una ripresa dei nostri eroi.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="41.012379" lon="28.975926">
				<name>Istanbul - giorno n.11 e 12</name>
				<desc>Dopo altri 300 chilometri siamo finalmente arrivati ad &lt;strong&gt;Istanbul&lt;/strong&gt;, la grande &lt;strong&gt;Costantinopoli&lt;/strong&gt;!&lt;br&gt;Tutto in Vespa ragazzi! &lt;br&gt;Tanti Döner Kebab, e tante strade terribili!&lt;br&gt;Tra l?altro due malandrini ci son stati vicini per tanti chilometri,
per poi scappare, quando hanno capito che eravamo più pericolosi di
loro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;G?ornata nel fantast?co centro d? &lt;strong&gt;Istambul&lt;/strong&gt;. Dopo una fantast?ca barba, abb?amo v?s?tato la moschea d? Sultanahmet, abb?amo mang?ato un fantast?co Doner e s?amo andat? a &lt;strong&gt;Taks?m&lt;/strong&gt; dove abb?amo ?ncontrato la &lt;strong&gt;Ambassy Lomo&lt;/strong&gt; per comprare una nuova F?sh Eye v?sto che la nostra c? era stata rubata.

&lt;p&gt;Sub?to c? s?amo fatt? prendere dalle b?rrette locali. Doman? prosegu?remo verso la cap?tale per arr?vare nel g?ro d? due g?orn? ?n &lt;strong&gt;Cappadoc?a&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="40.7884" lon="31.787">
				<name>Tarakli - giorno n.13</name>
				<desc>Dopo aver passato una fantastica giornata ad Istanbul ci siamo
diretti in ASIA… solo pero’ dopo circa 4 ore siamo riusciti a passare il
ponte per dirigerci verso Kiziltoprak.
&lt;p&gt;Infatti la ci aspettava l’importatore ufficiale Nolan per sistemarci
il casco che lo sbadato Andrea aveva smontato…troppo gentili e
disponibili…ci hanno persino dato alcune reti da mettere sulle nostre
borse sempre piu’ gonfie..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo arrivati a Tarakli , fantastico paesino a 240 chilometri da
Ankara. Qui abbiamo dormito in una casa ottomana di 200 anni
…..meravigliosa…pensate che le vespe le abbiamo messe dentro…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domani cercheremo di passara Ankara per arrivare prima possibile a Goreme in Cappadocia.&lt;/p&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.8417" lon="33.516">
				<name>Kirikkale - giorno n.14</name>
				<desc>Giornata fantastica per arrivare a Kirikkale in quanto abbiamo fatto dei passi di montagna con vedute spettacolari. Sembrava di essere in Cappadocia ed invece no….mancano altri 300 chilometri purtroppo. Le montagne sabbiose rendono il tutto incredibile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Purtroppo pero’ dobbiamo ammettere che i Turchi guidano incredibilmente male…sorpassi da destra, 8 persone nella stessa macchina e sopratutto…sorpassi a 5 cm dalla vespa…&lt;br&gt;Abbiamo mangiato un fantastico Adana Kebab ( spiedini di montone).&lt;br&gt;&lt;br&gt;Serata passata in un Arghilè shop a bere the (chay) e a giocare a Backgammon dove Umberto ha battuto 3 volte consecutivamente un turco….grande….&lt;br&gt;&lt;br&gt;Domani speriamo di arrivare a Goreme e di riposare un pò le vespe.&lt;br&gt;Vediamo se Stefano ha voglia di cambiare l&apos;olio e di dar loro un pò di respiro.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.6293" lon="34.8064">
				<name>Uçhisar - giorno n.15</name>
				<desc>Siamo partiti di buona lena da Kirikkale intorno alle 10 in direzione
Cappadocia convinti che saremmo arrivati nel primo pomeriggio per poter
ammirare le meravigliose rocce scolpite dalla natura che in questi
10000 anni si è data un gran da fare insieme alle remote popolazione
turche che le hanno abitate per molti anni e che ancora continuano a
farlo, ma sfortunatamente abbiamo avuto qualche intoppo. La bandinella
della vespa di Umberto ha rovinato il cuffiotto dell’aria del cilindro
ma per fortuna siamo riusciti a non perdere troppo tempo per sistemare
tutto, il vero problema che abbiamo incontrato e che ci ha rallentati
sono state sopratutto le strade che essendo in via di costruzione sono
molto difficili da percorrere in vespa…specialmente quando i camionisti
fanno di tutto perchè tu vada nel panico e fuori strada! Anche
l’altitudine da alcuni problemi alla carburazione.
&lt;p&gt;Arrivati a Uçhisar abbiamo conosciuto Enrico il Granturco che ci ha
risolto tutti i magagni del posto letto e ci ha dato tante di quelle
dritte che un libro non basterebbe per scriverle tutte. Lui vive qui da
molti anni e conosce a fondo il paese ma sopratutto è in stretto
contatto con la popolazione turca, ma per capire veramente il
personaggio fate un clic su: &lt;a href=&quot;http://www.theitalianwheels.com/www.lacompagniadelrelax.net&quot;&gt;www.lacompagniadelrelax.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi ci dirigeremo verso il monte Nemrut dove anche il grande
Bettinelli passò alcuni anni fa e speriamo di vivere le stesse emozioni
che lui sicuramente provò.&lt;/p&gt;
Enrico di Cappadocia dovrebbe poterci aiutare a trovare una
sistemazione anche in quella zona, ma per adesso lo ringraziamo per il
fantastico posto in cui ci ha fatti ospitare stanotte e con lui
ringraziamo anche Murat il meraviglioso proprietario di casa.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.479394673276" lon="35.68359375">
				<name>Pinarbaci - giorno n.16</name>
				<desc>Siamo stati tutta la giornata ad ammirare la fantastica Cappadocia
per poi proseguire verso dove il grande Bettinelli passò circa 15 anni
fa.&lt;br&gt;
La strada non era molta ma la stanchezza e la voglia di farci una doccia dopo esserci insabbiati era tanta.

&lt;p&gt;Ci siamo fermati a Panarbaci dove abbiamo trovato uno squallido
Motel che ci ha dato però un&apos;ottima cena a base di stufato caldo.&lt;br&gt;Come al solito abbiamo finito la benzina ed abbiamo dovuto ricorrere alla tanica supplementare.&lt;/p&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="37.98317483351" lon="38.759765625">
				<name>Nemrut - giorno n.17</name>
				<desc>Da Pinarbace ci siamo diretti verso Malatya e dopo aver passato
questa città anche chiamata città delle albicocche ci siamo diretti
verso il monte Nemrut.&lt;br&gt;
Un grave problema però ha costretto Umberto ad abbandonare la sua
vespa lungo il tragitto in quanto il tamburo della ruota posteriore si
e? totalmente sgranato facendo girare il motore a vuoto.&lt;br&gt;Molte son state le persone che hanno provato ad aiutarci ma tutto è servito a poco.&lt;br&gt;infatti dopo inutili tentativi abbiamo nascosto la vespa dietro una montagna e siamo saliti verso Nemrut.
Il buio ci ha costretti a pernottare a 15 chilometri della vetta.
								
							</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.3475" lon="38.3143">
				<name>Malatya - giorno n.18 e n.19</name>
				<desc>l gruppo si é diviso: Stefano e Umberto sono scesi a Malatya alla ricerca del tamburo posteriore del Px di Umberto, mentre Caterina, Andrea e Cristiano hanno continuato la strada verso Nemrut.&lt;br&gt;A nessuno é andata liscia:&lt;br&gt;i primi due hanno ribaltato i meccanici della città di Malatya alla ricerca del tamburo che non c&apos;é, però con la gentilezza dei turchi e la caparbietà dei due, il pezzo é in arrivo da Istambul, dovrebbe arrivare entro le 15.00 di domani!&lt;br&gt;I tre che sono saliti, hanno avuto problemi perché le vespe erano carichissime e si sono fermati a metà strada a causa della rapidissima salita che porta a Nemrut da Malatya, hanno provato a convincere un contadino della zona a prestargli un mulo, ma dopo i rifiuti del contadino hanno dovuto portare i bagagli a più rate!&lt;br&gt;&lt;br&gt;I &quot;The Italian Wheels&quot; si sono riuniti nel momento più bello della giornata. I cinque ragazzi si sono ritrovati nella cima di Nemrut (2200 mt) per godersi l&apos;indimenticabile tramonto che colorava le gigantesche statue.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Sveglia alle 6.00.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Umberto e sceso con un pulmino carico di Tailandesi e bagagli per abbracciare il suo tamburo appena il corriere l&apos;avrebbe portato dal meccanico che fa da &quot;base&quot;...&lt;br&gt;Il resto del team, ormai svegli decidimo di tornare sulla cima della montagna per visitare l&apos;altra parte delle statue ma questa volta piu&apos; tenaci che mai riusciamo ad arrivare in cima alla vetta. La vista è magnifica anche nella prima mattina, siamo solo noi e i guardiani del posto. Le foto si sprecano e dopo un ultimo saluto a Memet che ci ha rallegrati in questi due giorni e non ci&amp;nbsp; ha fatto mancare nulla ci prepariamo alla discesa verso Malatya.&lt;br&gt;Quando arriviamo Umberto ci stava aspettando nella piazza principale con la notizia del giorno: il tamburo e qua a Malatya e aspetta solo di essere preso e montato al suo posto !! Ci si organizza, Umberto e Stefano salgono per rimettere a nuovo la vespa di Umberto mentre i tre che restano sbrigano e risolvono qualche commissione!!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per domani e tutto &quot;TAMAM&quot;(ok) direzione Diyarbakir attraversando l&apos;Eufrate !&lt;br&gt;&lt;br&gt;ATATuRK aiutaci tu !&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.6755" lon="39.2229">
				<name>Elazig - giorno n.20</name>
				<desc>Ancora problemi, il tamburo della vespa non e&apos; totalmente giusto avevamo due possibilita&apos; o darne di tornio e renderlo simile all&apos;originale o trovare un nuovo paraolio con grandezza esterna identica e grandezza interna 3 mm piu&apos; piccola incredibile il fatto trovato il paraolio in 2 minuti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dopo tutte queste disgrazie abbiamo deciso di lasciare Malatya e Nemrut e&amp;nbsp; andare verso nord con un&apos;unica meta... IRAN... quindi basta direzioni Turche e visite a monasteri sperduti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ora siamo a Elazig e domattina di buona lena partiremo verso il famoso lago di Van.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.4913" lon="42.2898">
				<name>Tatvan - giorno n.21</name>
				<desc>Dopo essere finalmente riusciti a lasciare alle nostre spalle Malatya
e la maledizione di Nemrut, ci siamo diretti al lago di Van.&lt;br&gt;
La vespa di Umberto continua a dare problemi di carburazione e dopo
aver tolto la vaschetta dell&apos;aria e dopo un po di spinte siamo riusciti
a vedere prima della notte il lago.&lt;br&gt;
Come sempre abbiamo utilizzato la tanica di scorta e pulito il carburatore più volte.&lt;br&gt;
Le strade in Turchia sono terribili perché sono praticamente un
cantiere aperto, l&apos;altezza minima è 1500 metri e fa veramente tanto
caldo. Le nostre vespe sono piene di polvere e anche noi ne abbiamo
mangiata tanta, ma non ci sono altre soluzioni perché la strada è una
sola. Per fortuna ogni qual volta alziamo gli occhi al cielo l&apos;azzurro
è accecante e le montagne offrono uno spettacolo inimmaginabile e
riusciamo a gustarlo proprio grazie alle vespe che ci accompagnano che
ci permettono di scorrere lentamente tutti i particolari che non sono
visibili a tutti.&lt;br&gt;
Ogni pieno di benzina che facciamo è un nuovo incontro e a Bingol
abbiamo sicuramente bevuto il miglior chay della Turchia, offerto dai
gestori di una pompa di benzina ancora in costruzione, che strani tipi
ci sono nel mondo!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Domani cercheremo di andare verso Dogubayazit vicno ai confini dell&apos;Iran ma per stesera ci fermeremo a Tatvan con la speranza di trovare una buona doccia!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.5495" lon="44.0817">
				<name>Dagubayazit - giorno n.22</name>
				<desc>Partiti da Tatvan ci siamo fermati dopo pochi km sul lago dove abbiamo intravisto una splendida visuale e abbiamo pensato di prendere qualche scatto, ma la sopresa è stata trovare dietro una grande roccia dei pastori con il loro gregge che facevano rinfrescare le pecore e dopo pochi minuti tantissimi bambini sono arrivati attratti dal rumore delle vespe, erano almeno 20 e tutti piccoli tra i 7 e i 10 anni, ma non era finita infatti ad un tratto dei rumori ci fanno girare e una decina di donne erano sulla riva del lago a battere la lana con dei bastoni di legno e avreste dovuto vedere con che forza!&lt;br&gt;Erano tutte sporche di bianco in viso e l&apos;odore sicuramente non faceva una bella impressione ma si divertivano e allo stesso tempo lavoravano duro, non potete capire quanto siamo stati contenti di esserci fermati quell?ora in quel punto del lago!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Incredibile vedere come le montagne non finiscono mai in Turchia. Ancora più in alto??..2660 metri di passo?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Una volta arrivati a Dogubayazit l&apos;impressione era di una città un pò anonima, di passaggio, e solo dopo aver visto sotto la pioggia la reggia del Pasha , Ishak pasha Sarayi, abbiam capito che poi tanto anonima non era...&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.29652" lon="44.522282">
				<name>Maku - giorno n.23</name>
				<desc>Quando finalmente il cancello si apre un doganiere piuttosto arrogante ci prende tutti i passaporti e ci fa cenno di seguirlo, entriamo dentro gli uffici e scopriamo che ci fa passare avanti a tutta la fila e per questo molti si arrabbiano ma noi non possiamo farci nulla! &lt;br&gt;Carnet de passage, una grandissima rottura! Il doganiere prende tutti i carnet e comincia a compilarli ma essendo abbastanza preciso ci fa uscire per andare a controllare i numeri di telaio, il terrore nei nostri occhi perche siamo consapevoli che non si vedono e abbiamo paura che si creino problemi.......riesce a leggerli, non sappiamo come ma riesce a leggerli e scrivendoli ci sorride! &lt;br&gt;Aspettiamo altre 4 ore e finalmente possiamo entrare....SIAMO IN IRAN!!!!! Un grandissimo grazie a tutti quelli che abbiamo incontrato in questo splendido paese e a tutti quelli che ci hanno dato una mano come il mitico Enrico cappadocia. Addio kebab, autisti pazzi, strade sterrate e dissestate, mandrie di mucche che attraversano le strade, addio anche alla sporcizia e ai fetori delle stazioni di benzina, ai paesaggi mozzafiato e ad una popolazione magnifica, adesso dobbiamo scoprire l&apos;Iran! &lt;br&gt;Primo stop per foto, saluto al monte Ararat che ci guarda ormai da lontano e aggiornamento orologi infatti si va avanti di un ora e mezza e poi dritti verso Makou. Ma quale e la direzione??? Non c&apos;e problema e nemmeno possibilita di sbagliare, gli iraniani sanno che la prima tappa e Makou per cui tutti ci danno indicazioni e in un batter d&apos;occhio siamo nel centro di questa cittadina che e nata in una gola nel mezzo a due grandissime montagne. Albergo? No problem, una macchina decide per noi dove dobbiamo andare e quello sara l&apos;albergo, senza possibilita di scelta anche per questa volta! &lt;br&gt;Per la cena ci affidiamo ad una ragazza che ci porta in un ristorante di sua conoscenza e che alla fine si rivelera molto buono e per fortuna non ha kebab!!! Dritti a letto, in Iran i telefoni non funzionano, internet e limitato a pochi siti, non ci sono disco, alcolici e nemmeno persone che escono di sera.....ne approfittiamo per riposare....non possiamo fare altro!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="38.080978" lon="46.290119">
				<name>Tabriz - giorno n.24</name>
				<desc>La mattina comincia con calma perché dobbiamo cambiare i dollari che ci siamo portati dietro poichè non è possibile prelevare con carte di credito europee ma il momento che noi tutti aspettavamo era il pieno di benzina: 35 CENT AL LITRO! &lt;br&gt;Si avete capito bene il pieno per tutte e 4 le vespe con meno di 8 euro! Pronti per partire la meta è Tabriz dove arriviamo intorno alle 20 di sera e la città ci accoglie con tantissimo calore. Tabriz conta più di 3 milioni di abitanti e potete ben capire che per le strade c&apos;è un caos frenetico pazzesco (siamo anche riusciti a vedere 3 vespe girovagarci intorno). &lt;br&gt;Due ragazzi si offrono per aiutarci a trovare un albergo ma non è facile perché sono tutti pieni e quelli rimasti sono in condizioni pietose?.. La fortuna però non smette di assisterci, infatti dopo qualche ora ci ritroviamo ospiti di una famiglia iraniana di tutto rispetto che ci offre una stanza e li passeremo la notte.&lt;br&gt;I ragazzi che hanno ospitato sono fratello e sorella, gentili, di buoni gusti e parlano inglese, abbiamo modo di fare mille domande sulla cultura, religione, usanze e quello che viene fuori è che avevamo un&apos;idea di queste persone totalmente sbagliata infatti sono molto più simili a noi di quello che pensavamo.&lt;br&gt;Purtroppo la sera non è un buon momento per visitare la città che è deserta e così torniamo a casa e ci facciamo aiutare sull&apos;itinerario del giorno dopo.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="36.67094" lon="48.485111">
				<name>Zanjan - giorno n.25</name>
				<desc>La giornata è stata passata totalmente in vespa e siamo arrivati a Zanjan. Abbiamo attraversato per 300 km un&apos;area desertica con dei colori meravilgiosi e ci siamo resi conto che qua le strade sono molto meglio della Turchia, con la vespa sono spettacolari!&lt;br&gt;Gli iraniani non hanno nulla da invidiare ai turchi riguardo a gentilezza e la benzina la benzina costa così poco che non vediamo l&apos;ora di andare a farla! &lt;br&gt;La vespa di Umbe come ormai da giorni da molti problemi ma non sappiamo come fare per risolverli. La salita è disastrosa, la vespa non va. Da problemi di aria e togliendo il cuffiotto del filtro dell&apos;aria riesce a respirare un pò di più ma il problema non è risolto. Cate ormai è passeggera di Andrea che è riuscito a saldare lo specchietto che aveva rotto qualche giorno fa (l&apos;Iran è il paradiso dei meccanici, saldatori, tornitori), Tano ha strani problemi al manubrio che si incastra e diventa sempre più duro e Stefano continua a celare i problemi ma siamo quasi convinti che ne abbia anche lui. &lt;br&gt;Anche stasera siamo arrivati tardi e la città si è svuotata in pochi minuti ma per fortuna siamo riusciti a dare uno sguardo veloce alla splendida moschea che si trova in pieno centro all&apos;interno della quale però non possiamo entrare.&lt;br&gt;Domani la sveglia sarà anticipata perchè ci dirigeremo nella capitale: Teheran&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="35.696216" lon="51.422945">
				<name>Teheran - giorno n.26 e 27</name>
				<desc>Sveglia presto a Zanjan e colazione/camminata per la cittadina alla
ricerca di un chay che abbiamo finalmente trovato in un piccolo bar
ultra tipico in una strada nascosta dietro al mercato giornaliero. Si
parte per Tehran, la capitale dell&apos;Iran il paese dove quasi tutto è
vietato dal governo e dove le donne sono per legge obbligate a portare
il velo, maniche lunghe e insieme agli uomini i&amp;nbsp;pantaloni lunghi per
non incorrere in arresti, quella capitale pericolosa dove ci sono
rivolte e una semi guerra civile scaturita dalla vincita di quel
presidente che&amp;nbsp;ha fatto molto discutere. &lt;br&gt;La strada è lunga e si
toccano i 40 gradi già di prima mattina, infatti le strade sono
totalmente dritte e passano in mezzo a zone desertiche dove non si
trovano punti di refrigerio e nemmeno pompe di benzina. La vespa di
Umbe non va bene ma dato che non siamo molto in alto e che le strade
non sono in salita, Caterina può stare in vespa con lui e far riposare
un pò la vespa di Andrea che ogni tanto arranca. Tano ha sempre
problemi al manubrio che è molto duro e difficile da gestire ma
nessuno ci puo? fermare perchè vogliamo arrivare a Tehran a tutti i
costi. &lt;br&gt;Verso le 18 si cominciano a vedere villaggi sempre più grandi e
i cartelli indicano sempre meno km siamo vicini, le persone cominciano
a dirci Welcome in Tehran. Ci siamo, ma c&apos;è un unico problema lo smog è così forte che non si vede nulla, non sappiamo dove sia la città.
Piano piano cominciamo a scorgere una grande montagna e dopo un pò
vediamo che ai piedi di questa sembra esserci una città e più avanti
andiamo più ci rendiamo conto che la città è immensa. &lt;br&gt;Dovete
crederci qua lo smog si taglia a fette, non si respira, gli occhi fanno
male e siamo tutti con mal di testa forti. Siamo subito colpiti da 3
torri, non no sono torri è una centrale nucleare alle porte della
città proprio come nei Simpson, solo che non fa ridere, i camion fanno
un fracasso incredibile, macchine e moto sono ovunque e sorpassano
senza criterio. &lt;br&gt;Come al solito i servizi fotografici non ce li toglie
nessuno infatti tutti si fermano accanto a noi per chiederci da dove
veniamo e per farci foto. La ricerca dell&apos;albergo è stata lunga
perchè molti alberghi erano pieni e molti vedevano Umberto totalmente
sporco in viso e sulle mani dallo smog dei camion e dei bus, così dopo
un veloce ripulita abbiamo trovato anche da dormire. &lt;br&gt;Tehran è gigante
e questa è sicuramente la prima impressione, domani la visiteremo e vi
mostreremo anche alcune foto. Per adesso possiamo dirvi che tutto
quello che&amp;nbsp;siamo abituati&amp;nbsp;a vedere in televisione in Italia noi non lo
abbiamo visto, anzi gli&amp;nbsp;iraniani sono molto gentili e ci aiutano
sempre&amp;nbsp;in tutte le situazioni, sono&amp;nbsp;come noi, vivono la loro città e
manifestano&amp;nbsp;quando qualcosa non va. Le pseudo guerre civili che ci
mostrano stasera&amp;nbsp;non&amp;nbsp;ci sono, ma domani vi aggiorneremo&amp;nbsp;solo dopo
però aver sistemato un pò le vespe che cominciano a sentire i km che
abbiamo fatto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Che bello riposarsi un po?! Eh si oggi
abbiamo preso un giorno di riposo qua nella capitale per visitarla un
pò e per sistemare un pò le vespe che cominciano a perdere pezzi. Il
gruppo oggi si e? diviso infatti Cate e Umbe sono andati a perdersi nel
caos del centro di Tehran mentre Tano, Stefano e Andrea sono rimasti in
albergo a riposarsi un pò. Il caldo che c&apos;è in questa città è
indescrivibile e l&apos;umidità non è nemmeno possibile misurarla da
quanto alta è, ma la città è cosi? spettacolare che tutto passa in
secondo piano. Cate e Umbe hanno perso l&apos;intera giornata al Bazar, un
luogo magnifico fatto principalmente di confusione e negozi. Al Bazar
si può trovare tutto, ma veramente tutto, si vedono mille scene e si
fanno gli incontri più strani, il mercato sembra essere inarrestabile
e ai nostri occhi queste immagini sono spettaolari. E&apos; decisamente
chiaro che siamo turisti e tutti ci trattano con riguardo e ci invitano
in tutti i negozi e così abbiamo potuto vedere molto di più di quello
che avremmo potuto vedere da soli. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Nella confusione ci siamo trovati
insieme ad un altro italiano, Tommaso che girava da solo per Tehran di
ritorno dall&apos;India, un ragazzo pieno di storie sulle mille esperienze
fatte che ci ha tenuto compagnia nel pomeriggio e per la cena che
abbiamo fatto in un magnifico ristorante tipico iraniano, e a cui
facciamo un grande imbocca al lupo per tutti i km che ancora lo
dividono dalla sua meta. Tornando alle vespe sono stati puliti i
carburatori e Umbe ha comprato da un meccanico del Bazar&amp;nbsp;lo spillo di
minima che si era danneggiato e&amp;nbsp;il manubrio di Tano che si era
stranamente indurito è stato sistemato.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Domani è ancora un pò un incognita perchè abbiamo saputo che alcune strade che portano al nord saranno chiuse, forse ci dirigeremo a Babol ma non è ancora sicuro.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="36.369648" lon="57.65263">
				<name>Zirab - giorno n.28</name>
				<desc>Purtroppo giunta l&apos;ora di salutare la fantastica città di Tehran, ma ce la prendiamo con calma e ci perdiamo nel cercare di trovare la strada che porta verso nord, ma ciò non è del tutto male perchè Stefano è riuscito a farsi regalare un piccolo tappeto persiano da un venditore della periferia della città. &lt;br&gt;La direzione è Babol una cittadina al nord sulle rive del Mar Caspio dove ci aspetta un amica iraniana di Cate che ci ha già prenotato un albergo e ci accoglierà con tutta la sua famiglia; si parte, c&apos;è il sole e le strade non sono così male, anche se le montagne che separano la capitale dal mare hanno vette considerevoli. &lt;br&gt;Shima, l&apos;amica di Cate, si era tanto raccomandata di partire presto e di non fare una delle tre strade che vanno al nord perchè nel primo pomeriggio l&apos;avrebbero chiusa, così decidiamo di farne un&apos;altra ma non c&apos;è da stupirsi se oggi la polizia di Tehran ha deciso di chiudere anche quella strada!!! &lt;br&gt;Così demoralizzati cominciamo a tornare indietro e con l&apos;aiuto di alcuni automobilisti riusciamo a trovare una sorta di bretella che ci collega ad un?altra grande strada e così cominciamo ad accelerare di nuovo. Riusciamo ad arrivare a 2000 metri con tanta fatica perchè la vespa di Umbe proprio non va, se non in prima costante, e tutti sono rallentati per doverlo aspettare. Improvvisamente qualche km davanti a noi c&apos;è un&apos;immensa nuvola che si è come incastrata nella montagna, fa freddo, tanto freddo e la strada va proprio a finire dentro questa nuvola che non ci fa vedere nulla.&lt;br&gt;Così fermi a guardarla da lontano ci vestiamo e ci prepariamo al peggio, e così è stato. Siamo entrati dentro la nuvola, e questo non ci era mai successo se non per aria quando si è con l&apos;aereo, non si vedeva nulla e c&apos;erano delle gran code perchè qua vanno di moda le macchine senza fanali e quindi anche loro non vedevano nulla, ma accenderli non è nell&apos;indole degli iraniani. Gallerie, salite, camion che emanavano fumi spaventosi, code su code, pioggia, freddo è ... rottura della frizione di Andrea fortunatamente subito dopo l&apos;uscita di una galleria. &lt;br&gt;Ci fermiamo per sistemare e nel buio cercavamo di fare segnali alle macchine perchè non ci investissero, ma questi non erano altro che inviti a nozze per loro perchè non facevano che fermarsi a guardare, qualcuno fermava la macchina e scendeva per venire a vedere e per fare le solite critiche al lavoro altrui e per mettere un pò le mani nella cassetta degli attrezzi facendo innervosire Stefano, altri volevano sapere la nazionalità e c&apos;è stato anche chi ci ha domandato se venivamo dal Giappone scatenando la peggior ira di Umberto che dato il taglio totale di barba, baffi e dei pochi poveri capelli sembra ancora più cattivo di prima?&lt;br&gt;Ovviamente data l?ora, la pioggia e i km restanti non siamo arrivati a Babol e l&apos;amica di Cate era disperata perchè temeva che fosse morta e che non l?avrebbe mai più rivista così ha pensato bene di lasciare 13 chiamate senza risposta facendo venire i crampi alla gamba di Tano per il cel che suonava nella sua tasca. Ci siamo fermati in un paesino dove c&apos;era una sorta di sala per feste con delle stanze per dormire. Decidiamo di restare ma, tanto perchè ce n&apos;è sempre una, si stava svolgendo un matrimonio che occupava 3 piani dell&apos;immenso palazzo, c&apos;erano all&apos;incirca 500 persone (probabilmente l&apos;intero paese) e tutte intorno a noi. Il proprietario non voleva che gli invitati ci vedessero perchè eravamo peggio dei barboni così ci ha lasciati fuori sotto la pioggia, ma le nostre vespe hanno catturato l&apos;attenzione di tutti gli uomini, così le donne arrabbiate hanno deciso che la festa era finita e in poco tempo tutti se ne sono andati. Siamo riusciti dopo parecchi tentativi a convincere il padrone a darci gli avanzi del matrimonio tanto per non andare a letto senza cena, ma lui non era per nulla contento, insomma ha capito che rischiava a quell&apos;ora?.ragazzi anche per oggi ce la siamo cavata, ma che stanchezza!&lt;br&gt;In tutto questo però c&apos;è da chiedersi una cosa: ma l?amica di Cate non ce lo poteva dire che pioveva che avremmo fatto la fantastica strada a sud che passa per il deserto?!?!? Mai pretendere troppo dalle donne?&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="36.836571" lon="54.432629">
				<name>Gorgan - giorno n.29</name>
				<desc>Come richiesto dal padrone del locale fuori dalla stanza alle 9 e rigorosamente senza colazione, ma per fortuna lui non c&apos;era e così abbiamo convinto delle ragazze che pulivano le stanze sporche per la festa della sera prima a farci colazione, che alla fine possiamo dire è stata ottima. &lt;br&gt;Si parte e Shima ancora terrorizzata chiama per sapere dove siamo, così ci mettiamo d&apos;accordo in base alla strada da noi preventivata di vederci a Sari perchè ormai Babol è fuori strada. Nel fermarci per mettere su i vestiti antipioggia, Andrea e Stefano sono riusciti a parcheggiare in pendenza sul pantano e così le loro vespe sono cadute per fortuna senza troppi danni evidenti. Decisi e belli bardati siamo partiti e ci siamo accorti che eravamo a Sari solo quando una macchina sperona Tano che inchioda rischiando di cadere e lì scatta tutta l&apos;ira del Marineo Junior che comincia ad urlare in tutte le lingue al tipo che guida la macchina e che lo guarda ridendo perché da buon iraniano avrà pensato che non c&apos;è nulla di male a tagliare la strada! &lt;br&gt;Cate vede Shima, tano si calma, in pratica Shima nel vederci ha alzato le mani, il tipo in macchina ha pensato che lei avesse bisogno di un passaggio e così ha deciso di sterzare senza pensare che poteva ucciderci.... ehhh si, gli iraniani si stanno rivelando anche peggio dei turchi! Comunque la famiglia di Shima ci offre pranzo, chay, tantissima frutta e biscotti che ci sono stati utili nel viaggio verso Gorgan dove siamo fermati stasera. &lt;br&gt;Stefano ha forato la ruota posteriore durante il tragitto e non vedendolo più abbiamo deciso di fare qualche km in contromano (totalmente normale qua, state tranquilli) sulla tangenziale che seguivamo quando Tano, Umbe e Cate si sono ricordati che c&apos;era la polizia e hanno preso un sottopassaggio per il cambio del senso di marcia, mentre Andrea che andava più veloce è stato fermato dai poliziotti che lo hanno però aiutato ad andare dove eravamo noi senza nemmeno accorgersi che era in contromano!&lt;br&gt;La ricerca dell&apos;albergo è stata come sempre esilarante infatti siamo stati scortati/guidati dalla polizia per più di un ora perché avevano deciso che ci dovevano aiutare ma alla fine facevano più confusione che se avessimo fatto da soli. In Iran non esistono discoteche, pub, bar nulla che sia aperto di sera, si va a letto al massimo alle 10 e per strada non c&apos;è più nessuno. &lt;br&gt;L&apos;albergo lascia a desiderare, ma qui se ci mettiamo a desiderare non finiamo più, per cui non ci resta che dormire&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="37.5544156" lon="56.9267259">
				<name>Ashkhaneh - giorno n.30</name>
				<desc>Dopo aver fatto una bella colazione in camera con i biscotti e la frutta che ci aveva regalato la madre di Shima siamo scesi in strada in direzione delle cascate di Shir Abad che avevamo scoperto la sera prima dai quadri dell?orrido albergo in cui abbiamo dormito. &lt;br&gt;Trovarle è stato facile e tutti ci aspettavamo qualcosa di magnifico, i custodi del parco ci hanno offerto l&apos;entrata, il parcheggio in zona vip, e la guida che ci ha portati in mezzo al bosco. Problema: sono 3 giorni che piove e il terreno nel bosco era totalmente melmoso e mano a mano che salivamo più il pantano aumentava e ci aggrapavamo dappertutto in quanto era praticamente impossibile camminare. &lt;br&gt;Le persone che scendevano sembravano uscite dai fanghi che si fanno nelle spa e li sono cominciate le preoccupazioni perchè il nostro bagaglio non è fornito di vestiti di ricambio e fare 300 km con i fanghi secchi addosso non è piacevole.&lt;br&gt;Il bello è stato quando la nostra super guida, il Tarzan iraniano di Shir Abad, ha tirato fuori una fune per scalare alcune parti della roccia dove la melma non permetteva di camminare. Cate, Andrea e Stefano hanno così immediatamente rinuciato a vedere le cascate e si sono accontentati di un pisolino nella foresta sulla riva del fiume mentre Tano e Umbe hanno deciso di andare e vi potete immaginare con che destrezza e atleticità sono saliti con la fune per poi tornare dopo più di un ora, dato che il nostro accompagnatore Tarzan arrivato alle cascate si è immerso nell&apos;acqua per pregare, totalmente ricoperti di fango dopo alcune cadute e anche un pò delusi perchè come sempre quando le aspettative sono alte ci si rimane sempre un pò male.&lt;br&gt;Finalmente scesi dalla foresta di melma, siamo stati costretti da alcune persone che si trovavano li a bere chay e a pranzare ovviamente con spiedini di pollo e focaccia. Sono le 3 e dobbiamo scappare. &lt;br&gt;Rifornimento alla prima stazione di benzina, Andrea è riuscito a far cadere la vespa per la 3° volta e Umberto ha dato spettacolo spaventando una zingara che invocando Allah gli faceva il gesto della morte con il dito sul collo in mezzo alla pompa di benzina che qui in Iran è sempre piena di gente dato il bassissimo costo di questa, immaginatevi cosa possano aver pensato tutte le persone che erano li nel vedere Umbe in piedi sulla vespa, con gli occhi fuori dalle orbite che chiamava Cristo e profetizzava la fine del mondo. &lt;br&gt;Ma sempre per rimanere sulla benzina al secondo pieno ci mettiamo in formazione davantia alla pompa, Andrea e Ste mettono l&apos;olio ma il benzinaio prende la pompa e dice che la benzina è finita, bisogna aspettare 2 ore. Erano le 20, il prossimo benzinaio a 50 km e la benzina che abbiamo di scorta ha già l&apos;olio dentro per cui se la mettiamo nel serbatoio andiamo via con la miscela al 6%. &lt;br&gt;Litighiamo con il benzinaio che ci ride in faccia, andiamo dalla polizia ma non c&apos;è nulla da fare perchè fanno finta di non capire e così di pugno duro lasciamo le vespe davanti alla pompa di benzina anche si ci viene chiesto più volte di spostarle e andiamo al ristorante a mangiare. Qua spuntano 3 motociclisti che si presentano con un &quot;Ciao ragazzi!?&quot; così capiamo che sono italiani e cominciamo subito a scambiarci info sul viaggio e soprattutto sulla Mongolia che loro hanno già fatto qualche anno fa. &lt;br&gt;Viaggiano con 3 spettacolari e organizzatissmi Tenerè, sono in gamba, simpatici e ci fanno un bel pò di invidia. Dopo una bella chiaccherata riusciamo finalmente a far benzina, ma purrtroppo il nervosismo è alto per cui scoppia una super litigata con il benzinaio che dopo lo scherzetto di 2 ore prima vuole più soldi di quelli che dice la scritta sulla pompa, Stefano si fa avanti e glieli butta in faccia mentre Umbe gli fa capire che lui è più matto e che deve stare attento, sempre con lo sguardo cattivo e urlando &quot;Serca de stare bon che te coppo, te coppo, hai capito te coppooooo!!!!!!!!!!!!!!!?&quot;, fortuna che Tano non c&apos;era sennò sarebbe intervenuto per difendere Umbe e sarebbe scoppiata la rissa! &lt;br&gt;Anche oggi una lunga giornata?..domani però non vogliamo perdere tempo e avvicinarci il più possibile al Turkmenistan e cercare di passare il confine dopo domani.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="37.619713" lon="58.375666">
				<name>Bajgiran - giorno n.31</name>
				<desc>Sveglia alle 7 ma non per partire, bensì perchè bisogna spostare le vespe dal garage che nessuno sicuramente userà. Proviamo a chiedere della colazione ma il padrone dell&apos;orrido hotel ci ride in faccia e così ce ne andiamo verso la prima città, di certo non delusi perchè anche se fosse stata inclusa nel prezzo sicuramente non sarebbe stata niente di più di un tè e e del pane senza niente sopra.&lt;br&gt;Siamo indecisi sul da farsi perchè in molti ci hanno detto che la frontiera con il Turkmenistan prende molto tempo e noi abbiamo solo 5 giorni per uscire, infatti il nostro è un transit visa non un turistic visa così se fossimo entrati oggi pomeriggio un giorno se ne andava subito, così abbiamo deciso di fermarci nel primo paesino vicino alla frontiera. Arriviamo sul tardi a Bajgiran perchè le montagne per raggiungere questa cittadina di frontiera arrivano a 1900 m e stavolta non la vespa di Umbe ma bensì quella di Andrea ha dato tantissimi problemi. &lt;br&gt;Le montagne sono spettacolari, non sono di roccia ma sembrano fatte di terra e sabbia e in alcuni punti si vedono delle bellissime case scavate nella pietra ormai abbandonate. Non ci sono nè persone nè animali nè macchine nè camion, solo noi con le nostre vespe. Meraviglioso!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Arrivati in città ci colpiscono i bambini che giocano con dei cerchi di ferro che fanno rotolare sulla strada guidandoli con un bastoncino prorpio come si vede nei film in bianco e nero di una volta, l&apos;albergo non è un problema perchè ce n&apos;è solo uno che sorprendentemente è nuovo, bello e pieno di ragazzi camionisti di fede islamica, molto gentili che ci hanno spiegato come la vita cambia in Turkmenistan e quanto contenti sono loro di andare ogni volta visto che l&apos;alcol e le donne non sono un problema.&lt;br&gt;Volevamo a questo punto del viaggio ringraziare il Sig. Dawudi e l&apos;agenzia Adineh Travel per l&apos;aiuto che ci ha dato nel prendere il visto dell&apos;Iran, un paese meraviglioso dove i problemi di cui si parla noi non li abbiamo visti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Siamo tutti daccordo sul fatto che mai abbiamo conosciuto una popolazione così gentile e disponibile verso il prossimo. Siamo rimasti sorpresi ma la popolazione che pensavamo fosse più ostile, vista anche la religione così onnipresente in tutta la loro vita e totalmente opposta alla nostra, è stata quella che ci ha accolto meglio e che ci ha fatto passare piacevolissimi momenti che saranno indimenticabili.&lt;br&gt;A domani, dal TURKMENISTAN&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="37.950197" lon="58.380223">
				<name>Asgabat - giorno n.32</name>
				<desc>Signori e Signore siamo lieti di comunicarvi che siamo finalmente in Turkmenistan.&lt;br&gt;La frontiera non è stata particolarmente difficile, anzi un polizziotto giovane e mingherlino ci ha presi sotto la sua custodia e ci ha guidati in tutte le pratiche che sono davvero infinite (siamo pieni di carte timbrate 10 volte da 10 persone diverse, nemmno in Italia ci sono procedure così lunghe!), ma non è sempre così purtroppo per cui ci riteniamo fortunati!!!&lt;br&gt;Passata la dogana siamo scesi giù per le montagne fino a quando abbiamo trovato un gigantesco arco per l&apos;entrata nella città. Tanto per cominciare la città è molto strana, si vedono moltissimi edifici di marmo bianco, alti, imponenti e con scintillanti cupole quando celesti quando dorate? Wow. &lt;br&gt;Mano a mano che scendiamo la collina vediamo solamente edifici bianchi, fontane, cascate artificiali che scendono da una piramide che probabilmente è un centro commerciale e strade ordinate con pochi automobilisti molto disciplinati. &lt;br&gt;Ashgabat è chiamata la Las Vegas d&apos;oriente e anche la città dell&apos;amore; cominciò a svilupparsi nel 19° secolo quando lo stato era sotto la dominazione russa, ma nel 1948 ci fu un terromoto devastante che la rase al suolo e morirono 110000 persone ma noi non venimmo a sapere grandi notizie perchè il governo di Stalin era solito nascondere quello che succedeva all&apos;interno dei paesi sovietici. &lt;br&gt;La città è quindi totalmente nuova ed è stata costruita con i proventi del petrolio e del gas. Una turkmeno ci ha detto che l&apos;attuale presidente ha costruito questi splendidi palazzi di appartamenti per consegnarli alle nuove coppie di sposi e per tutti quelli che abitano in case povere. Il procedimento è semplice: il Presidente butta giù tutto quello che c&apos;è di brutto e sistema in alloggi momentanei le famiglie per poi farle tornare nelle nuove case, ad una condizine però: le case devono essere tutte bianche. Tutto bianco e perfetto da fuori, non importa molto come è dentro. &lt;br&gt;Il President dà la casa e passa anche tutte le spese delle bollette, ma secondo noi c&apos;è qualcosa sotto e purtroppo non possiamo andare più a fondo. La città è presidiata dalla polizia che si trova in tutti gli angoli, non si può fumare nelle strade ma solo nei bar o nei locali pubblici, il coprifuoco è alle 23 e non è possibile fare foto ai monumenti. &lt;br&gt;Ci sono solo statue del President e sono tutte d&apos;oro, ma ovviamente non si possono fotografare. Il sig President inoltre ha avuto l&apos;idea qualche anno fa di cambiare i nomi delle strade e sostituirli con i numeri, potete quindi capire quanto facile sia per noi orientarci visto che nemmeno gli abitanti si rinvengono!&lt;br&gt;La ricerca dell&apos;albergo è stata estenuante perchè tutti gli alberghi erano pieni e alcuni erano solo per turisti turkmeni. Alla fine abbiamo trovato posto in un albergo angusto e solo chi c&apos;è stato può capire. Dormire non sarà piacevole e il bagno sarà pericoloso usarlo, ma questo è quello che ci da il President... gli alberghi sono tutti statali!!!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="36.99377838873" lon="61.38610839844">
				<name>Deserto Karakum - giorno n.33</name>
				<desc>Ci svegliamo con tanta voglia di scappare dall&apos;albergo, un&apos;ora per sistemare le valige e per cambiare la bobina esterna della vespa di Andrea che da qualche giorno ci da pensieri. Abbiamo problemi con il satellitare e dobbiamo andare in un internet point. &lt;br&gt;Il President non adora internet, per farvi capire la televisione qua fa vedere solo le cose belle, per le cose brutte si va su internet. Tutto è controllato e filtrato, gli internet point sono solo 2 nella capitale e trovarli non è stato facile. &lt;br&gt;Riusciamo a partire e a trovare una stazione di benzina dove scopriamo che costa 3 centesimi di euro. E&apos; tardi e oggi è il secondo giorno qua, siamo alle strette col visto e la vespa di Andrea non va. &lt;br&gt;Ok siamo nel deserto del Karakum, c&apos;è un caldo micidiale e abbiamo sete. Dopo 35 km da Ashgabat ci fermiamo ad un bar perchè Andrea si lamenta per la vespa. Non va più. Cominciamo con il cambiare lo statore ma non ci sono miglioramenti, cambiamo completamente il carburatore ma niente da fare allora abbiamo rifatto un passo alla volta tutto a ritroso; spingiamo a destra e a manca per farla accendere ma è la disperazione. &lt;br&gt;Siamo veramente in crisi perchè il buio cala velocissimo e non sappiamo quando distante siamo da un qualsiasi paese. Chiediamo il permesso per buttare giù le tende accanto alla casa dei proprietari del Cafè Alem e con felicità ci fanno vedere dove ci possiamo mettere. C&apos;è una donna in cinta che non ci vuole dire chi sia il padre del bimbo e che ci fa mangiare un piatto tipico turkmeno che si chiama plov (riso, carne e carote), un ragazzo giovane e uno grande che ci guardano nel nostro tram tram con le vespe, quando gli chiediamo cosa c&apos;è nella struttura accanto al bar ci mostrano questa grande stanza all&apos;interno della quale c&apos;è un aquilotto che non abbiamo ben capito se quando crescerà verrà mangiato. &lt;br&gt;Umbe nel frattempo si fa accompagnare dal cuoco in un villaggio per farsi saldare il cavalletto che era totalemente distrutto e per fortuna torna con il problema risolto. &lt;br&gt;Stefano e Andrea non sapevano più cosa fare così decidono di seguire il consiglio che Seba ha mandato per sms e hanno tolto la marmitta... la vespa andava. &lt;br&gt;La marmitta nuova era otturata. Domani cercheremo una fiamma ossidrica per sitemare la marmitta, incrociate le dita per noi!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="37.590809" lon="61.83939">
				<name>Mary - giorno n.34</name>
				<desc>Nel deserto fa giorno presto infatti alle 6 c&apos;era già luce ma la temperatura era piuttosto fresca. Verso le 7:30 raccogliamo le forze e ci mettiamo a sistemare le cose mentre i proprietari del bar stanno ancora dormendo. Bisogna però che sappiate che qua normalmente non si dorme in casa ma bensì fuori, su dei letti di legno dove vengono messe delle coperte solo per la notte, poi di giorno funzionano come grandi panchine, e questo non solo fuori dalla città. &lt;br&gt;Si parte e la direzione è Mary. Di prima mattina si sta bene e si viaggia senza problemi anche se le strade sono già affollate di macchine. Molte persone stanno sulla strada e aspettano un passaggio da chi va nella stessa direzione, qua sembra essere una pratica comune. I retro dei camion sono spesso pieni di donne che stanno in piedi a guardare, tutte bendate dalla testa ai piedi come mummie per proteggersi dagli insetti e dai raggi del sole, sono pronte per andare a lavorare nei campi e sono davvero uno spettacolo unico.&lt;br&gt;Un&apos;altra caratteristica della gente turkmena sono i denti ricoperti di oro, in molti ce li hanno e a prima vista ci hanno fatto un pò impressione perchè non ci siamo abituati, ma poi ci si fa l&apos;occhio e a qualcuno stanno tutto sommato anche bene. &lt;br&gt;Sosta per il pranzo dove assaggiamo un altro piatto tipico molto buono, il Dograma a base di pane e pezzettini di carne e cipolle bollite accompagnato dal Churek ovvero il pane turkmeno di forma rotonda che è molto morbido appena sfornato ma diventa duro nel giro di poco tempo. Ripartiamo per Mary, ma la strada e lunga e l&apos;asfalto è totalemente dissestato e pieno di buche piuttosto pericolose ma non ci sono altre strade per cui non possiamo fare altrimenti. &lt;br&gt;Nel pomeriggio ci siamo fermati per una sosta veloce in un punto dove si trovavano come dei banchetti di frutta e uno dei venditori ci ha offerto un cocomero che ci siamo mangiati di gusto, le donne che erano li hanno poi cominciato a farsi avanti e volevano foto con noi, poi ci hanno mostrato le piantagioni di cotone che nessuno di noi aveva mai visto e siamo rimasti così stupiti nel coglierlo con le nostre mani che i bambini ci guardavano ridendo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per la strada ci rallegra vedere una macchina di ragazzi inglesi anche loro partecipanti al Mongol rally e ci consoliamo che non siamo gli ultimi!!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Abbiamo attraversato questo deserto alquanto particolare perchè a momenti sabbioso con i dromedari e a momenti pieno di piante con fiumi che scorrevano e irrigavano i campi coltivati.&amp;nbsp; Quello che c&apos;è di sicuro è che non vi abita nessuno, la vista si perde nell&apos;orizzonte e con essa anche la strada che sfuma per il calore del sole che è quasi sempre stato sulla nostra testa per tutto il giorno fino a quando non è sceso rapidissimo e si è creata una temperatura fresca che ci ha dato sollievo. Siamo arrivati a Mary. &lt;br&gt;Anche qua il coprifuoco deciso dal President è alle 23. La notte ci porterà consiglio per domani, infatti dobbiamo decidere se passare un&apos;altra notte in Turkmenistan oppure passare il confine e andare in Uzbekistan.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.088058" lon="63.572861">
				<name>Türkmenabat - giorno n.35</name>
				<desc>Siamo partiti presto da Mary in direzione Turkmenabat e dato che non esistono segnali stradali ci abbiamo messo un pò per capire la strada da prendere e così ci siamo affidati alla bussola. Pochi km fuori dalla città siamo stati colpiti dai dromedari di una fattoria e quando ci siamo fermati per fotografarli dei ragazzini ci hanno offerto una bottiglia del famigerato latte di cammello e ad essere sinceri non è piaciuto a nessuno e abbiamo provveduto a regararla ad una donna qualche km più in avanti. &lt;br&gt;Proseguendo verso nord ci siamo trovati nel deserto. Non esiste nulla tra Mary e Turkmenabat solo deserto. I km non stati eccessivamente tanti ma sotto il sole cuocente abbiamo fatto una bella sudata e con noi le nostre vespette. Andrea è finalmente riuscito, dopo molti tentativi, a cascare insieme alla sua vespa arenandosi sul ciglio sabbioso della strada in un momento di distrazione ma state tranquilli perchè lui non si è fatto nulla e la vespa non si è nemmeno graffiata. &lt;br&gt;Umbe ha forato la ruota posteriore verso le 13 quando il sole proprio non perdona, per cui adesso le forature sono 3 su 4 vespe. I paesaggi che abbiamo attraversato oggi erano senza dubbio magnifici, e i colori che si creano con il sole ci lasciano ogni giorno senza parole, ci si sente liberi in mezzo a quella vastità e nonostante il caldo e la sete siamo felici di tutti i km che ci restano ancora davanti perchè le senzazioni che proviamo indescrivibili! &lt;br&gt;Solo noi, le vespe e il deserto.&lt;br&gt;Siamo arrivati tardi a Turkmenabat e abbiamo mangiato di corsa perchè anche qua il coprifuoco è alle 23 dopodichè in giro c&apos;è solo la polizia che non gradisce vedere persone per strada.&lt;br&gt;Domani Uzbekistan finalmente!!!!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.765869" lon="64.422348">
				<name>Bukhara - giorno n.36</name>
				<desc>Come già deciso da ieri oggi abbiamo passato il confine tra Turkmenistan e Uzbekistan e purtroppo è stata una procedura molto lunga. &lt;br&gt;Quando siamo entrati in Turkmenistan e abbiamo fatto il transit visa è stato segnato il percorso che dovevamo fare e ci sono state date tanissime ricevute che ci sono poi state chieste oggi e per fortuna nessuno di noi aveva perso nulla. &lt;br&gt;I problemi sono stati altri, infatti trovare la strada per la frontiera è stato difficile visto che in Turkmenistan non esistono segnali stradali e come se non bastasse per andare in Uzbekistan bisogna attraversare un ponte,probabilmente privato, dove si paga il biglietto per mezzo e per persona, e abbiamo quindi perso un ora solo per i vari pagamenti. &lt;br&gt;Il ponte è stata un&apos;esperienza alquanto strana visto che era molto trafficato e per niente rassicurante riguardo a sicurezza ma tutto è andato al meglio, purtroppo però siamo arrivati agli uffici della frontiera Turkmena proprio all&apos;ora di pranzo e le porte ci sono state chiuse in faccia. &lt;br&gt;Abbiamo aspettato per 2 ore senza cibo e con poca acqua comprata la mattina per cui bollente. Quando gli impiegati avevano finito di mangiare ci sono volute altre 2 ore per tutte le carte e spesso succedeva che non si trovavano più i passaporti o i libretti delle moto per cui siamo sempre stati con l&apos;angoscia di dover pagare bustarelle, ma per fortuna non è stato così. &lt;br&gt;Liberi dal Turkmenistan, paese alquanto particolare dove si respira a pieni polmoni l&apos;aria del comunismo e dove la democrazia è difficile da trovare. Il potere del Presidente Gurbanguly Berdymukhamedov è facilmente percettibile e continua a mantenere misure per la sicurezza di stato molto rigorose, i mezzi di comunicazione sono strettamente sorvegliati e i turisti non sono molto graditi visti i costi per entrare e le procedure a cui sottoporsi. &lt;br&gt;La frontiera Uzbeca è rassicurante perchè veniamo accolti da un anziano militare che ci fa capire che anche qua purtroppo ci sarà da aspettare un pò. Ci vengono dati 2 moduli uguali da copilare dove dobbiamo dichiarare tutto quello che abbiamo dai bagagli, medicine, apparecchi radio, telefoni e quantità di denaro in tutte le valute che abbiamo ovvero dollari e euro. &lt;br&gt;Non sappiamo come comportarci perchè può essere che se vedono che abbiamo qualosa che è vientato nel paese ce lo sequestrino e se non lo scriviamo e poi scoprono qualcosa che non va, abbiamo paura che si arrabbino di più. &lt;br&gt;Compiliamo alla meno peggio il tutto e speriamo che non siano troppo fiscali e infatti non lo sono stati ma il problema se si porrà sarà quando usciremo dal paese. Al controllo per le moto troviamo una donna poliziotta che si fa rispettare da tutti gli altri militari, ma è stata gentile con noi e abbiamo anche riso e scherzato, insomma nemmeno 2 ore e siamo in Uzabekistan. &lt;br&gt;Dritti verso Bukhara. Quando arriviamo non possiamo non rimanere a bocca aperta dallo splendore di una città così bella. Bukhara è la città più sacra dell&apos;Asia centrale all&apos;interno della quale si trovano numerose medressa, una fortezza reale il minareto Kalon, bazar, moschee, mausolei, insomma di tutto di più. &lt;br&gt;Una città strepitosa che consigliamo davvero a tutti e che ci fa pensare che l&apos;Uzbekistan prometta proprio bene. L&apos;albergo è altrettanto strepitoso e quando usciamo per cena ci vengono a chiamare i ragazzi che del mongol rally che avevamo incontrato qualche giorno prima e che si trovano amche loro nei pressi del ristorante dove volevamo mangiare. &lt;br&gt;Ceniamo ma sopratutto beviamo con loro. Verso mezzanotte decidiamo di andare in una disco che conoscevano loro e qui la serata ha cominciato a prendere il volo. Ragazi, la vodka costa troppo poco in questi paesi e purtroppo nessuno è sfuggito alla sua potenza. Siamo andati a letto in condizioni pessime e domani ci aspettano tanti km...&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="39.657581" lon="66.947601">
				<name>Samarcanda - giorno n.37, n.38 e n.39</name>
				<desc>Il risveglio dopo la serata di ieri a base di vodka è stato pessimo e accompagnato da disturbi fisici che anche tutti voi conoscete, vedere la vespa ci creava angoscia.&lt;br&gt;La temperatura era altissima stamani e si sudava già tantissimo. Con un pò di forza riusciamo a caricare i bagagli ma i dolori erano tanti e così non simo riusciti a partire prima di mezzogiorno. Volevamo arrivare a Samarcanda per sera e fermarci 2 giorni perchè siamo troppo stanchi e questi 300 km ci ammazzeranno ancora di più. &lt;br&gt;Le vespe erano tutte sotto sforzo per il caldo e la velocità non superava i 40 km/h almeno fino alle 5 di pomeriggio. Il sole calava in fretta e la strada peggiorava mano a mano che i km diminuivano, i camion alzavano tanta polvere e non è facile guidare, le persone in bicicletta non usano fanali e spesso vanno contromano e in più molti stanno in strada a guardare le macchine passare e ci fanno fare dei gran balzi di paura ogni volta che li scopriamo nel buio. &lt;br&gt;Arriviamo per le 23 a Samarcanda e ci fermiamo al primo B&amp;amp;B che troviamo e che tra le altre cose è molto bello. Domani visita della città e controllo vespe che in questi giorni sembrano andare piuttosto bene.&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Oggi abbiamo passato tutto il giorno a Samarcanda e ne abbiamo approfittato per sistemare un pò le vespe e per riposarci un pò. Purtroppo abbiamo scoperto solo oggi che ci sono dei cambiamenti nella città infatti l&apos;attuale governo ha deciso da qualche mese di restaurarla interamente e così non ci sono negozi aperti e non siamo riusciti a vedere la vera vita di Samarcanda, e questo è un vero peccato! &lt;br&gt;La vita irrefrenabile di Samarcanda che dura da 6 millenni va in ferie per ristrutturazione quando passiamo noi!!! Dato che non possiamo perderci nella vita uzbeka decidiamo di sistemare le marmitte che da tempo non vanno bene e dopo vari tentativi riusciamo a trovare un tipo che aveva una fiamma ossidrica che ha tagliato/squartato le marmitte delle vespe di Tano, Andrea e Umbe. &lt;br&gt;Siamo arrivati in un garage tagliato a metà con una buca profonda e lunga 2 metri, tutti gli attrezzi erano per terra senza un ordine e quando gli abbiamo spiegato che cosa dovevamo fare il tipo ha capito subito e si è messo all&apos;opera. Ha cominciato a tagliare le marmitte per traverso e poi ha usato del carburo per fare delle esplosioni all&apos;interno e questo ha provocato lo stupore di tutti! &lt;br&gt;Le marmitte prendevano fuoco e di tanto in tanto scoppiavano ma il tutto sembrava essere totalmente normale per lui e alla fine anche noi eravamo contenti perchè siamo tornati a casa con il risultato che volevamo. Le vespe sembrano andare molto meglio per cui domani via verso la frontiera con il Kazakistan!!!!!!!! Stasera cenetta tra di noi in un buon ristorante con cucina uzbeca e russa. Riposati e con la pancia piena ce ne andiamo a letto felici e carichi per domani!&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Anche oggi ci siamo fermati a Samarcanda perchè Andrea non si sentiva bene e non ce la siamo sentita di fare 300 km con la mummia. Mentre Andrea si è riposato e fortunatamente si è ripreso completamente, siamo andati un pò in giro per la città e abbiamo scoperto una fabbrica di tappeti che ci ha attirati e abbiamo deciso di visitarla. &lt;br&gt;Siamo rimasti molto colpiti da come le donne che vi lavoravano riuscivano ad utilizzare le loro mani per produrre dei tappeti fantastici. Stefano ha cercato in ogni angolo della fabbrica un tappeto da regalare a Slavca ma purtroppo molti non erano all&apos;altezza del portafoglio e quelli che lo erano non erano sufficentemente belli per essere regalati a lei. &lt;br&gt;Dopo la fabbrica di tappeti abbiamo deciso di esagerare e siamo andati anche alla fabbrica della carta che un anziano signore ha deciso di ristrutturare qualche anno fa e adesso è in piena produzione. Purtroppo non avevamo nessuna lingua in comune con lui che ha cercato in tutti i modi di spiegarci il processo, e tutto sommato abbiamo capito come funzionavano le cose. L&apos;ambiente era bellissimo, in mezzo agli alberi nella periferia della città con due mulini ad acqua che facevano un sottofondo rilassante e servivano per lavorare la carta ancora ai primi stadi.&lt;br&gt;Oggi pomeriggio siamo tornati in centro e la città brulicava per l&apos;arrivo del presidente che stasera parteciperà al festival che si svolge ogni due anni e ospita artisti da tutta l&apos;Asia. &lt;br&gt;Dopo aver mangiato e aver scoperto che ci avevano truffato sul conto e di conseguenza litigato con il gestore, l&apos;ansia di Tano è esplosa per la ricerca di un internet point che qua non è facile da trovare. Finalmente anche lui è riuscito a comunicare e a trasmettere il suo amore alla sua metà. Domani è certo: direzione Tashkent!!!!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="41.305229" lon="69.268967">
				<name>Tashkenk - giorno n.40</name>
				<desc>Lasciato il favoloso B&amp;amp;B di Samarcanda che ci ha deliziati con fantastiche colazioni per questi 2 giorni e ci ha fatti rilassare tra le piante e i frutti del giardino, ci siamo messi in strada verso Tashkent la capitale dell&apos;Uzbekistan. &lt;br&gt;La strada è stata molto bella, abbiamo attraversato delle bellissime vallate ma la temperatura ha cominciato a cambiare infatti di mattina comincia ad essere fresco e non è del tutto un male perchè così le nostre vespe non sono incandescenti già alle 10 di mattina. &lt;br&gt;La vespa di Tano ha subito dei problemi ma dopo una bella pulita al carburatore sembrava che fosse tutto sistemato. In Uzbekistan le strade tra una città e l&apos;altra sono molto più popolate rispetto agli altri paesi già attraversati e così la strada passa più in fretta se non fosse per gli innumerevoli posti di blocco che ci fanno perdere tantissimo tempo ogni volta. &lt;br&gt;A pranzo abbiamo parlato del problema Kirgikistan che ci spaventa per le elevate montagne che probabilmente, visti i problemi avuti in Turchia, ci farebbero ritardare molto l&apos;arrivo e ciò significa freddo freddo freddo ad ottobre e problemi per chi deve tornare a casa per impegni personali; la questione è stata messa a votazione e il risultato è stato 3 a 2 per il no e così tutti ma sopratutto Umbe e Cate dovranno rinunciare al bellissimo Kirgistan. &lt;br&gt;Oggi pomeriggio abbiamo dovuto aggiornare la lista dei problemi infatti ripartendo da uno dei noiosi posti di blocco e ingranando la prima le marce della vespa di Tano si sono incastrate e sembrava che ci fosse un pezzo rotto dentro il motore. Preoccupati abbiamo fatto un rapido cambio dell&apos;olio motore giusto per sicurezza e regolato il cambio e fortunatamente il problema sebrava risolto. &lt;br&gt;La strada per Tashkent è chiusa per cui abbiamo dovuto prendere una deviazione che ci ha fatto allungare molto la strada durante la quale Umbe ha forato la ruota nuova messa pochi giorni fa. Il buio calava, perchè queste cose succedono sempre nei momenti meno opportuni, tutte le persone tornavano dai campi così il ciglio della strada era trafficatissimo da persone a piedi che si incuriosivano e da carretti trainati da asini che di fretta se ne andavano verso casa. &lt;br&gt;Tashkent si mostra subito come una vera capitale e anche se era notte abbiamo capito che qua proprio non manca nulla. &lt;br&gt;Grandi palazzi, teatri, fast food, uffici, parchi, discoteche c?è proprio tutto. I primi hotel che troviamo sono troppo cari per le nostre tasche e fatiscenti così alla fine ne troviamo uno che non è bellissimo ma ci garantisce il parcheggio delle vespe così ci sistemiamo. &lt;br&gt;La situazione comincia a cambiare ragazzi, qua le donne cominciano ad avere tratti somatici sovietici e la sera i movimenti per le stanze dell&apos;albergo hanno ritmi frenetici e costanti.&lt;br&gt;Le dolci signore dal ciglio duro e dall&apos;occhio ceruleo della reception non parlano inglese ma solo ed esclusivamente russo, non sorridono e non hanno voglia di vedere la nostra faccia, ma la donna delle pulizie sà l&apos;inglese così quando vede che non riusciamo a comunicare si comincia ad occupare di noi, ci da le camere e fa sapere ai ragazzi che nell&apos;albergo c&apos;è un buon servizio di girlfriend notturne che sono possibili da vedere fuori dall&apos;albergo visto che nemmeno il buio può nascondere ii vestiti scintillanti. Ce la faranno i nostri eroi ad andare in Kazakistan domani?&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="41.44787338987" lon="69.33952331543">
				<name>Yallama - giorno n.41</name>
				<desc>Ragazzi non ci crederete ma stanotte rimarremo in frontiera. Tanto per rendervi chiara la situazione possiamo cominciare con il dire che stamani dopo che ci siamo svegliati abbiamo deciso di andare a visitare il Bazar Chorsu in centro a Tashkent ed è stato magnifico perchè oltre ad essere immenso è veramente molto divertente. &lt;br&gt;E&apos; diviso a zone e si può trovare davvero tutto ma oltre ai mille gingilli che nemmeno immaginiamo possano esistere, la parte della frutta e della verdura è davvero sorprendente, tutti ma proprio tutti i tipi di frutta e verdura esistenti al mondo e abbiamo assaggiato veramente tutto perchè probabilmente eravamo gli unici turisti in quell&apos;immensa folla. &lt;br&gt;Insomma quando abbiamo finito di comprare regali e oggetti uzbeki che ci ricorderanno per sempre questo viaggio era l&apos;ora di andare e ci siamo diretti verso la frontiera? l&apos;Uzbekistan è stata una passeggiata mentre il Kazakistan un pò meno. &lt;br&gt;Entrati dentro i cancelli del Kazakistan siamo stati colpiti dalla folla di camionisti inferociti, dalle risse che scattavano di tanto in tanto e dalle mille &quot;bollette&quot; che venivano pagate rigorosamente da tutti. &lt;br&gt;Abbiamo fatto carte, fogli, foto, controlli per più di tre ore e più passava il tempo meno gente si sentiva in giro. Il tipo che ci gestiva i documenti era&amp;nbsp; estremamente lento e ha scritto le stesse cose (numero passaporto, targa vespa, nemero telaio, modello vespa e numero d?emissione del documento del libretto) per mille volte e quando finalmente ha pronunciato la&amp;nbsp; parola finish siamo usciti felici e contenti pronti per partire in velocità perchè la prima città si trova a 100 km e abbiamo anche spostato avanti di un ora la lancetta dell&apos;orologio a causa del fuso orario. &lt;br&gt;Pronti di tutto punto partiamo ma il cancello alle ore 22 era chiuso. Ragazzi nel mentre che facevamo le carte per passare la frontiera hanno chiuso i cancelli!&lt;br&gt;E il poliziotto non ci ha detto nulla! Proviamo a convincerli ad aprire ma non c&apos;è stato nulla da fare; tutti ci hanno sconsigliato di uscire perchè a quanto dicono ci sono persone che tirano i sassi o sparano o non abbiamo ben capito, fatto sta che non ci hanno fatti uscire, così adesso vi stiamo scrivendo dalla nostra tenda piantata nella frontiera kazaka in mezzo ai camion e ai mille curiosi. Qualcuno dice che ci sono i serpenti altri dicono di no. Siamo riusciti a farci fare da mangiare e abbiamo pagato per 5 uova 20 dollari!!! &lt;br&gt;Ovviamente non si discutono i prezzi stasera? Speriamo che domani arrivi presto perchè qua c&apos;è un casino tremendo!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="42.302608" lon="69.572662">
				<name>Shymkent - giorno n.42</name>
				<desc>Partiti dalla frontiera verso le ore 9 ci siamo diretti il più lontano possibile. Generalmente, se non abbiamo qualcosa che ci interessa in particolar modo non decidiamo dove andare, cerchiamo di fare km e ci fermiamo quando siamo stanchi o quando troviamo qualcosa che ci piace; così ci siamo finalmente spinti verso l&apos;immenso Kazakistan. &lt;br&gt;Oggi ci siamo quindi lasciati alle spalle l&apos;Uzbekistan con i suoi treni a carbone, gli uomini dai cappellini colorati, le belle donne con le trecce lunghe, le fantastiche medresse di Samarcanda, i tappeti che Stefano alla fine non ha voluto comprare per la troppa indecisione, il mal di stomaco di Andrea e gli internet point di Tano, i bazar che adorava Cate, la lunga e dolorosa dissenteria di Umbe, il latte acido fermentato, gli shashlyk e le maledette insalate uzbeke poco consistenti per noi italiani abituati a mangiare tanto. &lt;br&gt;Le differenze rispetto all&apos;Uzbekistan sono subito evidenti, infatti qua gli spazi sono molto più grandi e anche il territorio cambia e diventa più desertico. Dopo poco cominciamo a trovare i primi villaggi dove ogni mattina hanno luogo grandi mercati di frutta e i cigli delle strade brulicano di persone che ci guardano un pò sorpresi e non perdono l&apos;occasione per salutarci e farsi riprendere dalla telecamera. Veniamo fermati sulla strada da un uomo che guida un audi probabilmente importata data la classica lettera D sulla bauliera, scendono lui, la moglie e il piccolo bambino e parlando in russo ci offrono un barattolo di miele dandoci così il benvenuto in Kazakistan, noi contraccambiamo regalando al piccolo la maglietta del Vespa Club Treviso che indossa immediatamente con un gran sorriso. &lt;br&gt;Proseguendo per la nostra strada abbiamo cercato di capire se qua sarà possibile trovare l&apos;olio per fare la miscela perchè la scorta che avevamo sta quasi per terminare, ma anche qua come in Uzbekistan di moto non c&apos;è nemmeno l&apos;ombra. La benzina costa un pò di più rispetto all&apos;Uzbekistan ma rimaniamo intorno al mezzo dollaro, a volte un poco di più. &lt;br&gt;Ci siamo fermati nella prima cittadina che abbiamo troviamo per cambiare i dollari con la moneta locale e per pranzare e sfortunatamente ci siamo resi rconto che il menù è decisamente molto simile a quello che ci portiamo dietro ormai dall&apos;Iran, ahimè non ne possiamo più di spiedini! &lt;br&gt;Il pomeriggio è passato lentamente perchè eravamo molto stanchi e con addosso l&apos;abbiocco del pranzo. Fortunatamente troviamo un gommista gentilissimo che ci aiuta a sistemare le 2 ruote forate di Umbe e ci fa un controllo a tutte le vespe. In serata siamo arrivati a Shimkent e abbiamo pernottato in un fantastico hotel a 4 stelle situato nel centro della città. I resposabili dell&apos;Hotel Shimkent ci hanno poi accompagnati in un ristorante tipico dove ci hanno fatti sentire come dei veri signori e abbiamo assaggiato vari tipi di pietanze tra cui dei fantastici plov, varie birre locali, offerto Narghilè da fumare e dolci a volontà, ebbene si stasera si va a letto con la pancia piena e belli soddisfatti!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="42.859852" lon="73.178558">
				<name>Merke - giorno n.43</name>
				<desc>Dopo il fantastico risveglio all&apos;Hotel Shimkent e la splendida colazione che ci dovrà bastare fino a stasera partiamo belli riposati verso il più lontano possibile. Abbiamo attraversato un bel pò di paesaggi differenti ma quello che c&apos;è di più bello è che dovendo noi andare verso est costeggiamo tutto il confine del Kirgistan che ci guarda con le sue immense montagne che con le nostre povere vespette non saremmo mai riusciti a valicare. &lt;br&gt;La decisione del non fare il Kirgistan è stata presa a malincuore ma solo ieri ci siamo resi conto che non avevamo altra scelta perchè il nostro visto per il Kazakistan scade il 9 settembre e quindi ci saremmo trovati in grossi guai perchè il tempo a nostra disposizione non è molto e quindi non ci resta che consolarci con questo.&lt;br&gt;Verso l&apos;ora di pranzo eravamo a Taraz, una cittadina di modeste dimensioni sulla strada tra Shimkent e Almaty, un panino al volo e ancora in strada. Più ci allontaniamo dalla città più ci rendiamo conto che il paesaggio cambia e così cominciamo a percorrere la parte meridionale del deserto del Betpack Dala. Alla nostra destra il Kirgistan con le sue vette che si perdono nelle nuvole e si sfumano nei temporali che per fortuna sono abbastanza lontani da noi, a sinistra una distesa di terra infinita dove non si vedono altro che i giochi delle ombre del sole e delle nuvole, greggi di pecore, mandrie di mucche e tori e fantstici cavalli che lasciati a loro stessi vagano per queste terre e ci lasciano a bocca aperta. &lt;br&gt;Qua è il regno dei cavalli, ce ne sono tantissimi e stanno in gruppi numerosi in mezzo ai campi e sui cigli delle strade. Il paesaggio ha dei colori mai visti, il cielo è di un azzurro unico e il giallo dei campi deserti è qualcosa di magnifico. &lt;br&gt;Verso sera in un paese non sappiamo dove siamo colpiti da due cammelli che gironzolano in un campo. Ci avviciniamo con le vespe e vediamo che sono mamma e figlio. Umbe parcheggia la vespa e la cammella si agita per la nostra presenza e va vicino alla vespa facendoci allontanare perchè non sappiamo la reazione dell&apos;animale visto che forse come ogni madre aveva paura per il piccolo, questo però senza alcun timore si avvicina alla vespa e comincia a mangiare la leva della frizione della vespa scalando le marce, morsicava lo specchietto e si grattava la schiena al parafango rischiando di far cadere tutto. &lt;br&gt;Il padrone dei cammelli è arrivato poco dopo e molto tranquillamente ha fatto mettere a sedere la cammella e ha invitato in stile kazako uno di noi a salire e ovviamente Umbe si è subito fatto avanti. Non ci saremo mai aspettati di trovare i cammelli in Kazakistan!&lt;br&gt;Stasera dopo aver fatto 330km ci siamo fermati in questa piccola cittadina chiamata Merkel dove probabilmente c&apos;è solo un unico albergo dove ovviamente resteremo stasera. Sono tutti molto gentili con noi e l&apos;umorismo ai kazaki davvero non manca; domani è festa nazionale per l&apos;anniversario della Costituzione il che significa una serata pesante per gli Italian Wheels!!!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="43.255058" lon="76.912628">
				<name>Almaty - giorno n.44</name>
				<desc>La&amp;nbsp;giornata e&apos; cominciata bene infatti siamo partiti presto e abbiamo risolto subito di prima mattina il problema olio che da qualche giorno rimandavamo optando per due tipi di olio che proveremo nei prossimi giorni. &lt;br&gt;Abbiamo fatto molti km attraverso il deserto che come ieri ci ha lasciati a bocca aperta per i fantastici paesaggi e per quei colori che forse mai avevamo visto. Se la mattinata e il primo pomeriggio sono trascorsi tranquillamente tra panorami mozzafiato, cavalli, cammelli e strade meravigliose, il tardo pomeriggio è stato decisamente pessimo. &lt;br&gt;Arrivati a 50 km da Almaty abbiamo trovato un freddo micidiale che ci ha fatto battere i denti dato che non abbiamo praticamente nessun abbigliamento invernale, in piuù essendoci stati dei grandissimi temporali tra ieri e oggi le strade erano allagate e c&apos;erano guadi ovunque. Fortunatamente abbiamo trovato un albergo appena entrati in città e così ci siamo sistemati con una bella doccia. Il programma per domani è ancora incerto, infatti abbiamo corso tanto i questi giorni perchè volevamo andare a vedere il canion che si trova a 200 km da Almaty ma visto il tempo non sappiamo se riusciremo ad andare.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="43.767319" lon="79.380653">
				<name>Charyn Canyon - giorno n.45 e n.46</name>
				<desc>Partiti da Almaty ci siamo diretti verso il famoso Charyn Canyon che tutti bramiamo da tempo. Quando ci siamo svegliati il tempo fortunatamente era ottimo e dopo aver fatto il pieno alle vespe e comprato nuovamente l&apos;olio siamo andati&amp;nbsp;dritto per 200 km. &lt;br&gt;Arrivati in prossimità del canyon abbiamo incontrato Wolfan un simpaticissimo ragazzo tedesco che tornava con la sua bicicletta proprio da Charyn e ci ha subito avvisato che il tempo in quella zona è sempre brutto e che la pioggia è praticamente constante ogni poche ore ma per fortuna non è mai intensa e dura per pochi minuti. &lt;br&gt;Un pò scoraggiati per il colore che aveva l&apos;orizzonte continuiamo sulla nostra strada fino a quando vediamo un altro ciclista fermo per strada che aggiustava un pezzo del pedale, così ci fermiamo per sapere se aveva bisogno d&apos;aiuto ma dopo pochi minuti abbiamo capito che sono pochi i ciclisti più preparati di lui, infatti sono 7 anni che gira il mondo e di esperienze ne aveva davvero tante. &lt;br&gt;Abbiamo lasciato Stellan ai suoi problemi con la bici e ci siamo fatti spiegare dove dovevamo andare perchè lui c&apos;era già stato e sapeva la direzione ma sfortunatamente ci ha detto una cosa sbagliata così ci siamo ritrovati in un altro punto altrettanto bello ma non il vero canyon che volevamo vedere. Verso le 19 abbiamo deciso che l&apos;unica cosa da fare era buttare giù la tenda e chiedendo ad un gentilissimo signore kazako ci siamo diretti verso un fiume che passava attraverso il canyon e così ci siamo accampati sulla riva e abbiamo visto un meraviglioso tramonto davvero inaspettato. &lt;br&gt;Appena finiamo di sistemarci vediamo arrivare Stellan che in sella alla sua bicicletta era ancora più grande di quello che è normalmente, infatti ha tutta l&apos;aria di un gigante vikingo dai capelli biondi e con gli occhi azzurri, e ci ha detto che si era accorto che avevamo sbagliato direzione perchè chiedendo in giro nessuno aveva visto vespe e così aveva immaginato dove eravamo. Abbiamo fatto una bella cena tutti insieme e grazie a lui che parlava russo siamo riusciti a mangiare dei fantastici spiedini visto che normalmente o ce li danno fatti solo di grasso oppure ci ritroviamo nel piatto qualcosa che non conosciamo ma sempre a base di grasso e olio. &lt;br&gt;Dopo cena abbiamo acceso un falò tra le tende e con delle birre in mano abbiamo ascoltato molte storie dei viaggi di Stellan e siamo rimasti affascinati e con la voglia di continuare a viaggiare per sempre, la sua fortuna però è avere un lavoro che lo occupa solo due mesi all&apos;anno e il resto del tempo lo investe in viaggi pazzeschi in tutti i posti del mondo, Stellan il gigante svedese vende alberi di natale nei mesi di novembre e dicembre e tutto il resto dell&apos;anno si gode la vita.&lt;br&gt;Domani finalmente Canyon, quello vero?....non vediamo l&apos;ora!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Stamani ci siamo svegliati un pò doloranti per i gran sassi che c&apos;erano sotto le tende ma per fortuna almeno il tempo era bello e l&apos;immagine del fiume che scorreva a gran velocità davanti a noi ci ha fatto ricordare che stavamo dormendo in mezzo ad un meraviglioso canyon. Mentre noi preparavamo le vespe Stellan si cucinava la colazione e così quando avevamo finito ci siamo salutati con la speranza di ritrovarci un giorno da qualche parte nel mondo. Dritti verso il Canyon, con sosta obbligatoria per la colazione, ci siamo trovati davanti ad una strada sterrata lunga 40 km e fatta solo da whoops (cunette alte) che sicuramente ci hanno dato il buongiorno nella giusta maniera. &lt;br&gt;Quando siamo arrivati lo spettacolo è stato eccezionale. Il vento tirava fortissimo e di tanto in tanto pioveva, noi eravamo con le nostre vespe in cima al maestoso canion che si apriva proprio sotto ai nostri piedi e non c&apos;eravamo altro che noi all&apos;interno del parco naturale. &lt;br&gt;Siamo rimasti per più di due ore ad ammirare quello spettacolo della natura dopodichè siamo ritornati in strada e dopo aver preso tanta acqua da un nuvolone che ci ha seguiti per parecchi km siamo arrivati al confine con la Cina e precisamente a Zharkent dove ci fermeremo per stasera. &lt;br&gt;Durante il viaggio abbiamo costeggiato le montagne più spettacolari del Kazakistan che si innalzano nell&apos;angolo sud orientale del paese nei pressi dei confini con Kirgistan e Cina. Purtroppo non siamo riusciti a percorrere nessuna strada vicino a queste ma ci siamo accontentati di vedere da lontano la splendida cima del monte Khan Tengri alto 7010 m sul confine kirgico e da molti considerato la vetta più bella e impegnativa del Tian Shan. &lt;br&gt;Domani forse cambieremo totalmente paesaggio perchè le strade per poter andare a nord sono due, una passa per il deserto e una va dritta su fino alla città di Semei ed è segnata sulla cartina come una strada principale. Molti ci hanno detto che la strada che passa attraverso il deserto è sterrata e siccome non abbiamo molti giorni prima che il nostro visto scada dobbiamo capire bene cosa ci convenga fare per non andare incontro a guai seri.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="45.012989" lon="78.378143">
				<name>Taldykorgan - giorno n.47</name>
				<desc>Oggi è stata una giornata da brivido! Il proverbiale Stefano qualche giorno fa lo aveva detto:&amp;nbsp; &quot;prima pioggia d&apos;agosto rinfresca il bosco&quot; e così è stato. Oggi abbiamo patito un freddo micidiale che nessuno di noi si aspettava. &lt;br&gt;Quando siamo partiti da Zharkent stamani mattina il tempo era buono c&apos;era solo un gran vento però si stava bene, con lo scorrere dei km la temperatura si abbassava sempre di più ma dovendo fare un passo a 1700 m non ci siamo preoccupati più di tanto perchè pensavamo che fosse un freddo passeggero dato dall&apos;altitudine e invece non è stato così. &lt;br&gt;Le strade che abbiamo percorso però meritano tutta questa sofferenza perchè questi paesaggi sono così belli che non ci si può stancare di vederli nonostante il freddo. Dopo aver raggiunto la vetta a 1700 m che si trova nel parco nazionale Altyn Emel&amp;nbsp; abbiamo avuto per tutto il giorno sulla nostra destra l&apos;impetuosa catena di montagne Zhungar Alatau con i suoi ghiacciai perenni che dividono il Kazakistan dalla Cina e ai piedi di queste si vedevano immense valli con cavalli, cammelli, mandrie di mucche e greggi di pecore sparsi in qua e in là. &lt;br&gt;Se lo spettacolo è stato mozzafiato è anche grazie al freddo che davvero ci ha tolto fiato, respiro insieme a tutte le forze per stare in sella. Come da giorni ripetiamo non siamo preparati al freddo e da domani dobbiamo assolutamente correre ai ripari perchè altrimenti non riusciremo ad arrivare in Mongolia. &lt;br&gt;Stasera ci siamo fermati nel meraviglioso hotel a 4 stelle Au Cep a Taldyqorghan perchè oggi i soldi non contano, quello che conta per tutti è fare una bella doccia calda che da 3 giorni non facciamo, riposarci e pensare a come bardarci per arrivare in Mongolia senza assideramenti. I letti sono comodi e il riscaldamento è acceso, i confort abbondano e il personale parla inglese per cui non potevamo chiedere di meglio. &lt;br&gt;Ci hanno avvisati che tutto quello che abbiamo di estivo da ora in poi lo possiamo anche buttare perchè non ci servirà più visto che il freddo russo è arrivato con tutta la sua prepotenza. La notte sarà lunga e fredda ma grazie al cielo stanotte resteremo all&apos;Au Cep Hotel.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="44.236889" lon="76.845383">
				<name>Usharal - giorno n.48</name>
				<desc>Oggi è stata una giornata meravigliosa sia per il clima che abbiamo trovato sia per le belle notizie che abbiamo ricevuto. La temperatura di oggi era piuttosto fresca ma essendoci stato sempre il sole non abbiamo battuto troppo i denti e in più stamani ci siamo bardati di tutto punto con i super vestiti termici della Tucano Urbano che veramente ci hanno salvato la pelle e ci hanno fatto fare più di 300 km in tutta tranquillità. &lt;br&gt;Stamani inoltre, abbiamo avuto una bellissima notizia dai nostri amici Lele e Lella che ci hanno sempre seguiti nella nostra impresa e incoraggiati al massimo, oggi Raffaella ha dato alla luce una fantastica bambina che hanno chiamato Adele; siamo molto felici per questo lieto evento e ci dispiace molto di non poter essere con loro per festeggiare ma fortunatamente non manca moltissimo al nostro ritorno perchè non vediamo l&apos;ora di vedere la piccola. &lt;br&gt;Grande Lella!! Stasera ci fermeremo in questa piccola cittadina perchè mancano troppi km per raggiungere una grande città. L&apos;obiettivo rimane sempre Semei ma non arriveremo prima di 2 giorni almeno.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="49.33944093716" lon="81.55151367188">
				<name>Verso Semey - giorno n.49</name>
				<desc>Oggi è stata la giornata dei record qua in Kazakistan! Partiti ad un orario decente, abbiamo deciso di esagerare rispetto alla nostra media giornaliera di km e arrivare entro sera a percorrere almeno 400 km per cercare di arrivare più a nord possibile e così è stato. Dopo aver cambiato la ruota che tano ha forato subito fuori dalla città, abbiamo percorso una strada meravigliosa attraverso la steppa kazaka, poco trafficata e con un cielo così vasto che solo chi è stato qua può capire. &lt;br&gt;Il cielo del Kazakistan è veramente stupendo, i colori sono magnifici, le nuvole sembrano irreali e i colori della terra alternano dal giallo della steppa al bianco del sale che ricopre la terra e l&apos;orizzonte sfuma tra questa e il cielo. Al nostro passaggio in questo deserto arido le aquile (non ce ne vogliano gli esperti di ornitologia se dalle foto verrà fuori che sono dei rapaci molto simili ma non aquile) prendevano il volo e facevano lunghi volteggi sopra le nostre teste e così anche i giganteschi corvi neri, le mucche ci guardavano curiose e i cavalli scappavano saltando perchè qua hanno le gambe legate per far si che non si allontanino troppo. &lt;br&gt;La temperatura non è stata rigidissima fino alle 17 ma dopo è stato necessario mettere un ulteriore giubbotto per star bene e così siamo riusciti ad arrivare con tranquillità alla cittadina un pò più grande nei 200 km prima di Semei. Se questa sembra la descrizione di una bella giornata trascorsa in relax sulla sella delle nostre vespe dovete sapere che non è stata così rosa e fiori per tutti infatti per Umberto è stata una delle peggiori giornate da quando siamo partiti. &lt;br&gt;Dovete sapere che la sua dissenteria è più testarda di lui e oggi gli ha decisamente fatto capire che è lei a comandare tra i due infatti già di prima mattina è parita all&apos;attacco facilitata dalla cena a base di agnello (unico piatto di carne che ci portiamo dietro dall&apos;Iran) di ieri sera. &lt;br&gt;Durante il giorno poi i mal di testa, pancia, stomaco e tutto il resto hanno fatto si che si sia lamentato molto ma come se non bastasse la semi disgrazia, perchè è ancora tutto da accertare, è arrivata intorno alle 19 quando un rumore forte e costante proveniente dalla sua vespa ci ha costretti a fermarci. &lt;br&gt;All&apos;inizio pensavamo fosse qualcosa del motore ma poi spingendo la vespa spenta ci siamo accorti che proveniva da una ruota. Le viti della ruota era tutte completamente mollate e avendo fatto gioco sul cerchione lo hanno rovinato, ma come se non bastasse sembrerebbe che anche il tamburo che abbiamo cambiato in Turchia si sia consumato e che quindi sia da cambiare! Purtroppo non siamo riusciti a capire bene quale sia il danno perchè era già troppo buio ed eravamo troppo lontani dalla città per fermarci quindi abbiamo stretto le viti e siamo andati dritti al primo hotel con un andatura moderata. Domani mattina vedremo di scoprire il tutto ma se il tamburo è rotto di nuovo questa è una maledizione!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="50.466667" lon="80.216667">
				<name>Semey - giorno n.50</name>
				<desc>Come abbiamo già detto ieri la vespa di Umbe ha cominciato ad avere problemi e stamani ne abbiamo la conferma. Abbiamo guardato con la luce cosa fosse che ieri dava una fortissima vibrazione e anche se le viti della ruota erano sempre correttamente posizionate dopo il veloce controllo che avevamo fatto, il maledetto tamburo si era rovinato nuovamente a causa delle rondelle interne messe per poter montare le ruote shalbe e così lo abbiamo dovuto ricambiare.&lt;br&gt;Per fortuna in Turchia ne avevamo comprati due e quindi non abbiamo avuto esitazioni nel farlo ma se non li avessimo copmprati, oggi poteva essere l&apos;ultimo giorno di Mongol Rally per la vespa di Umbe. &lt;br&gt;Nello smontare il tamburo ci siamo inoltre resi conto che si è rovinata anche tutta la gomma che sta nel motore dove si attacca l&apos;ammortizzatore posteriore e abbiamo quindi messo un pezzo di copertone tra l&apos;ammortizzatore e il motore nella speranza che possa essere la soluzione definitiva almeno fino in Mongolia. Tutto sembra essere risolto ma stasera ci siamo accorti che anche se la ruota è stata levigata tocca sul motore a causa del nuovo tamburo per cui domani dovremo rimettere le mani sulla vespa. &lt;br&gt;Oggi pomeriggio dopo pranzo ci siamo diretti a Semey, conosciuta anche con il nome di Semipalatinsk, una strana cittadina che purtroppo ha alle spalle una brutta storia. Tra il 1949 e il 1989 l&apos;esercito sovietico fece esplodere 460 bombe nucleari in un poligono ad ovest della città che hanno provocato seri danni alla popolazione che ancora si porta dietro il trauma di quelle esplosioni. Inizialmente non ci ha fatto una bella impressione ma dopo aver trovato un buon albergo e visto come è poi andata la serata, ci siamo ricreduti. Ci sono moltissimi locali, caffè, discoteche e in giro c&apos;è movimento, è veramente un peccato che non possiamo fermarci più di una sera ma la Mongolia ci chiama!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="51.5211296" lon="81.2027131">
				<name>Rubtsovsk - giorno n.51</name>
				<desc>Stamani qualcuno è andato alla ricerca di un bazar che vendesse indumenti invernali e qualcuno è rimasto in albergo per cercare di far diminuire dei sospetti capogiri. La ricerca nel bazar è praticamente fallita e così abbiamo deciso di andare in confine per capire come fosse la situazione e magari passare in Russia. Quando siamo arrivati non c&apos;era moltissima gente e dopo una mezzora ci hanno fatto passare la sbarra per andare a fare i documenti di uscita del Kazakistan. &lt;br&gt;Inutile dire che abbiamo dovuto girare mille uffici, timbrare mille carte, foto di riconoscimento, dichiarazioni ecc. Così dopo un oretta ci siamo trovati al border della Russia e qua abbiamo cominciato di nuovo con tutto il procedimento e anche se i fogli cambiano aspetto la sostanza rimane sempre quella. &lt;br&gt;Gli ufficiali russi sono un pò meno socievoli rispetto a tutti quelli che abbiamo incontrato fino ad ora ma alla fine loro come gli altri non ci hanno creato grandi problemi, e così dopo 5 ore ci hanno lasciati andate con un good luck e una bella controllata in tutti i bauletti. &lt;br&gt;Stasera ci siamo fermati a Rubtsovsk e questa si che è una città strana! Per trovare l&apos;entrata del primo albergo ci abbiamo messo all&apos;incirca mezzora e quando siamo entrati ci hanno detto che era pieno ma solo dopo abbiamo capito che non era vero e che non eravamo graditi. &lt;br&gt;Il secondo e ultimo albergo della città si trova in una piazza in pieno centro e nemmeno qua volevano darci una stanza e così è cominciata la disperazione. La piazza era piena di giovani, tutti ubriachi, che si sono avvicinati per vedere le vespe e dopo che abbiamo parlato un pò si sono sorpesi e anche infastiditi che non ci avessero dato la stanza e così sono entrati tutti quanti nell&apos;albergo per convincere la signora alla recepetion e fortunatamente ce l&apos;hanno fatta, è stata lunga ma ce l&apos;abbiamo fatta. &lt;br&gt;Qualcuno, abbiamo scoperto più tardi, dormiva nell&apos;albergo e qualcuno ne ha approfittato per godersi la sbornia al caldo sulle poltrone della hall, solo un ragazzo e una magnifica ragazza erano veramente in grado di parlare e anche se non abbiamo capito nulla di quello che dicevano abbiamo dormito con un tetto sulla testa. Nemmeno da dire che qua è cambiata la situazione fisionomica, le ragazze sono alte, more e con gli occhi di ghiaccio, fisici spaventosi e sempre tanto unbriache come i ragazzi altrettanto alti che le accompagnano. Per adesso qua fa un gran freddo e domani dobbiamo assolutamente andare verso Barnaul per cercare di arrivare il prima possibile in Mongolia per non trovare la neve, speriamo di riuscire a dormire senza brutte sorprese per domani quando ci sveglieremo da questi letti!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="52.23789234942" lon="82.25189208984">
				<name>60 km da Rubtsovsk - giorno n.52</name>
				<desc>Dopo aver caricato tutte le vespe con una certa calma abbiamo deciso di arrivare il prima possibile a Barnaul, l&apos;ultima grande città prima del grande nulla della Mongolia. Volevamo comprare dei vestiti più pesanti, cibo per le lunghe attese della frontiera e per i giorni di solitudine in Mongolia se ce ne saranno e magari anche dei sacchi a pelo più imbottiti perchè quelli che abbiamo sono veramente inutili con questo freddo, insomma volevamo sistemarci bene per cercare di non aver problemi negli ultimi giorni di viaggio. &lt;br&gt;Le strade in Russia sono eccellenti e così i km scorrono facilmente, purtroppo però il cielo oggi era molto nuvoloso per cui la temperatura non sembrava che si alzasse con lo scorrere delle ore mattutine. Alle ore 12 la vespa di Tano guidata da Cate decide di morire in corsa senza alcun motivo apparente e così ci fermiamo al lato di una grande strada che attraversa dei campi di grano. &lt;br&gt;In un primo momento non capiamo bene quale sia il problema ma visto che non andava in moto abbiamo pensato che fosse la candela e cominciamo a smontare per cambiarla e scopriamo che la candela andava ancora bene. Il problema quindi, cominciava ad essere più all&apos;interno, tanto all&apos;interno che dopo un ora il motore non era più sulla vespa ed era sotto le mani di Stefano Tano e Andrea che lo hanno smontato totalmente scoprendo che la questione era più seria di quello che pensavamo. &lt;br&gt;Siamo stati 6 ore con il motore smontato e i problemi che abbiamo trovato erano: cuscinetto dell&apos;albero motore disintegrato e crociera rotta e ovviamente abbiamo provveduto a cambiare tutto. In tutte queste ore fermi in mezzo al nulla abbiamo comprato del cibo in un piccolo paesino dopo 20 km dal luogo della sciagura, abbiamo usufruito liberamente degli spazi che la natura ci ha dato per regolare gli intestini, fatto foto e Umbe ha rismontato la sua ruota per cercare di limarla un pò ed evitare che tocchi ma non c&apos;è stato nulla da fare ( chi ha consigli da dare non esiti a mandarci dei messaggi che fino ad ora sono stati di grande aiuto ). &lt;br&gt;Quando avevamo quasi finito di rimontare il motore è spuntata un team inglese del mongol rally in viaggio sull&apos;ambulanza è spuntato proprio quando avevamo quasi ultimato tutti i lavori e ci hanno detto che era un peccato che fossero arrivati solo ora altrimenti ci avrebbero potuto portare la vespa fino a Barnaul senza problemi visto che di spazio ne avevano in abbondanza! &lt;br&gt;Dopo 20 minuti arrivano altre due macchine mongol rally, sempre inglesi, e sempre in direzione Barnaul e una delle macchine era un furgoncino grande abbastanza per la vespa e anche loro ci dicono che se fossero arrivati prima avrebbero potuto portarci la vespa a Barnaul! &lt;br&gt;E&apos; stato veramente il colmo, ma si sa che succede sempre così. Comunque, dopo aver realizzato che non siamo gli ultimi del Mongol rally, abbiamo acceso la vespa e come per magia tutto funzionava alla perfezione. &lt;br&gt;Siamo ripartiti e anche se ormai era tardi abbiamo pensato di correre per trovare almeno un albergo. Dopo 30 km la vespa muore di nuovo e questa volta è Tano che la guida. &lt;br&gt;Il buio cala in pochissimo tempo e siamo stati costretti a fermarci perchè non ripartiva più. L&apos;unica cosa che siamo riusciti a vedere è che il volano non girava, era bloccato, la pedalina andava giù ma non c&apos;era alcun segno di messa in moto. &lt;br&gt;Torniamo indietro di pochi km dove avevamo visto dei ristoranti e ci fermiamo per mangiare. Il proprietario del locale ci ha lasciati dormire in una stanza, così abbiamo spostato i tavoli e ci siamo accomodati per terra mentre i clienti ci guardavano con facce strane e borbottavano sui di noi e sulle nostre vespe. &lt;br&gt;La scoperta più bella è stata quella che il ristorante è aperto 24 ore per cui è certo che questa notte sarà alquanto difficle dormire considerata anche la finestra che dalla cucina si apre sulla nostra stanza. Domani dobbiamo assolutamente risolvere i problemi e volare via da qua&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="53.3563385" lon="83.7616499">
				<name>Barnaul - giorno n.53, n.54 e n.55</name>
				<desc>Se il cielo del Kazakistan è il cielo più bello e vasto che fino ad ora abbiamo mai visto, i tramonti della Russia sono così magici che ci catturano ormai da due sere e ci lasciano senza parole per descriverli. &lt;br&gt;E se il sole qua tramonta spettacolarmente non è la stessa cosa per il motore della vespa di Tano che invece lo fa rovinosamente. Stamani siamo stati svegliati alle 7 con delle belle grida russe che ci hanno fatto capire che c&apos;era il cambio del personale e le cameriere dovevano pulire la nostra sala da pranzo, così abbiamo cominciato a smontare tutto di nuovo e la prima cosa che abbiamo visto è stata che il cuscinetto si era rotto ancora ed era uscito fuori nei i 30 km fatti dopo l&apos;intero pomeriggio di montaggi vari e quindi è molto probabile che l&apos;albero sia leggermente decentrato. Purtroppo non abbiamo più cuscinetti di scorta per cui siamo nei guai seri. &lt;br&gt;Dopo mille peripezie Umberto è riuscito a trovare una banca dove cambiare i soldi e così ha incontrato il gentilissimo direttore Boris e il suo assistente Andrei che si sono fatti in quattro per noi e ci hanno trovato un camion che potesse portare la vespa fino a Barnaul dove forse sarà possibile trovare i pezzi che ci mancano. &lt;br&gt;Tano e Stefano sono quindi partiti con Sasha il camionista e sono arrivati nel pomeriggio in città e hanno subito cercato di trovare il cuscinetto ma purtroppo nessuno sembra essere molto disponibile per aiutarci visto che non è un pezzo molto venduto qua. &lt;br&gt;Cate, Umbe e Andrea sono partiti poco dopo il camion ma hanno avuto problemi ad arrivare in città infatti la vespa di Andrea si è spenta per due volte nei 200 km per cui pensiamo che abbia grippato mentre la ruota della vespa di Umberto continua a toccare e sono stati costretti a mettere le rondelline anche se si sa che rovinano il tamburo. &lt;br&gt;Stanotte vedremo cosa fare perché la vespa di Tano senza quel pezzo non può andare e farcelo spedire significa rimanere fermi un settimana qua.&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Eh si ragazzi, siamo sempre qua. Purtroppo non ci sono grandi novità se non che il pezzo che cerchiamo, oltre che in Italia si trova anche a Mosca ma per arrivare qua ci mette minimo 5 giorni e solo domani riusciremo ad ordinarlo. Oggi è stata una giornata un pò anomala rispetto a tutti gli altri giorni di viaggio perchè alcuni di noi non avevano nulla da fare, così Andrea, Cate e Umbe sono andati un pò in giro e hanno scoperto che questa città è veramente bella e piena di vita e ne hanno approfittato per comprasi dei sacchi a pelo più pesanti e dei fantastici stivaletti per il freddo della Mongolia. &lt;br&gt;Cristiano e Stefano invece hanno girato tutta la città in cerca dei pezzi ma purtroppo la Russia non è mai stata famosa per le vespe e non hanno trovato nulla se non il contatto di Mosca per cui non possiamo che dire a tutti che qua è meglio venire con un carro armato piuttosto che una moto perchè in caso di danni qua c&apos;è da piangere! &lt;br&gt;Ancora per un&apos;altra sera ci fermeremo all&apos;hotel Barnaul che ci sta trattando molto bene e il manager si sta impegnado il più possibile per aiutarci con i nostri problemi. Per adesso è tutto ragazzi, speriamo di avere migliori notizie domani e, nemmeno da dire, se avete idee, consigli e qualsiasi cosa ci possa essere utile fateci sapere al più presto. &lt;br&gt;Sulla prima pagina del sito si trova il link per mandarci sms sul telefono satellitare che accendiamo tutti i giorni per cui non esitate a farvi sentire ma non dimenticatevi che qua siamo 4 ore avanti rispetto all&apos;Italia!&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Oggi come ieri ci siamo svegliati in questa città e la giornata è scorsa piuttosto lentamente visto che non è molto facile far passare il tempo dopo più di 50 giorni di viaggio ininterrotto e frenetico, non siamo più abituati al relax. Andrea e Tano sono andati in giro tutto il giorno a cercare cuscinetti e paraoli senza grandi risultati, Umberto e Stefano hanno cambiato la gomma della vespa di Umberto ma anche questa operazione non ha avuto buon fine visto che non c&apos;è modo di non farla toccare perchè il problema vero sta nel tamburo ma noi facciamo finta che sia meno serio di così, per cui domani andremo alla ricerca di una ruota per Umbe e Cate ha bighellonato tutto il giorno tra l&apos;hotel e il vicinato. &lt;br&gt;Mentre stavamo cercando di occupare il nostro tempo, a Mosca stavano spedendo il cuscinetto per la vespa di Tano e ci auguriamo che sia vero ma solo lunedi lo potremo sapere. &lt;br&gt;Purtroppo non ci sono moto in questa città per cui abbiamo il brutto presentimento che non troveremo nulla di quello che ci serve per andare in Mongolia. &lt;br&gt;Stasera siamo usciti con la voglia di fare serata e dimenticare per un pò i problemi ma abbiamo scoperto che era tutto chiuso per cui delusi e affranti siamo tornati in albergo e come ai tempi della scuola siamo andati a letto presto.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="53.3505513184" lon="83.99597167969">
				<name>Barnaul - giorno n.56, n.57 e n.58</name>
				<desc>L&apos;odio per questa città sta cominciando a nascere ma ci sono novità. Umbe e Cate sono andati un pò in giro per cercare di sitemare il problema ruota e non essendoci alcun tipo di motorino simile ad una vespa hanno optato per comprare un nuovo copertone marca &quot;Duro&quot; di dimensioni 3,50 x 10 che di adatto allo sterrato della Mongolia non ha proprio nulla ma purtroppo non era possibile fare altrimenti. &lt;br&gt;Il secondo acquisto è stato un bell&apos;interruttore per il faretto supplementare di Umberto che domani sistemerà in modo da non avere più problemi di luce, poi un&apos;arma che non è mai sbaglato avere e qualche altra cianfrusaglia che può sempre servire. &lt;br&gt;Stefano, Andrea e Tano hanno smontato il cilindro di Andrea e hanno scoperto che c&apos;erano 4 profonde grippate e hanno deciso di cambiarlo con uno nuovo che avevamo di scorta. Dopo aver finito di fare tutto sono andati alla ricerca di pezzi di ricambio e anche se non ne hanno trovati sono tornati a casa con un bel fornello, usato, modello guerra russa che ci servirà per la sopravvivenza nel deserto del Gobi e una bella scatola di razione k, vanghetta, macete e sega, il tutto regalato da un venditore di un negozio di caccia e pesca. &lt;br&gt;Stasera cena in camera dopo una bella spesa al supermarket anche se purtroppo abbiamo avuto qualche brutta sorpresa con alcune scatolette di cibo visto che le etichette variano dal russo, al kazako all&apos;ukraino per cui non è facile capire come destreggiarsi con il cibo fai da te, ma di sicuro non moriremo di fame nè tantomeno di sete. &lt;br&gt;Dobbiamo dire che nonostante non ci sia molta voglia di passare il nostro tempo in questa città, l&apos;albergo Barnaul ci sta trattando molto bene il manager Alexey è veramente molto disponibile con noi e sempre pronto ad aiutarci in tutto quello di cui abbiamo bisogno. &lt;br&gt;Al contrario di tutto quello che si dice sul conto dei russi, qua sono tutti molto gentili, con questo non vogliamo definirli la popolazione più aperta, divertente e festosa che abbiamo mai incontrato, ma basta sorridere per farli sciogliere e renderli amichevoli con noi.&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Ormai ragazzi è una congiura. Ovviamente come già sapete siamo sempre qua, ma manca poco e stiamo veramente&amp;nbsp; tenendo duro. Oggi non siamo stati molto produttivi ma abbiamo avuto parecchie informazioni dai un simpaticissimo Rider che ci ha spiegato un pò come fare a muoverci in questa città. Igor, il motociclista, parlava molto bene inglese e ci ha detto che purtroppo in Barnaul non si riesce a trovare nessuna attrezzatura invernale per moto perchè nessuno mai ha pensato di uscire in moto nei mesi invernali e quindi il massimo che si può trovare è l&apos;abbigliamento estivo. &lt;br&gt;Lui è un motociclista molto serio e ci ha raccontato che tutto quello che ha è stato comprato a Milano e così, in quel momento, tutte le nostre speranze sono volate via e abbiamo deciso di andare a fare un bel giro nel Bazar della città che perlomeno è ben fornito di personaggi molto divertenti. &lt;br&gt;Abbiamo comprato dei bei cappelli per tenere al caldo le idee, olio per le vespe, gas per il campeggio che ci aspettarà per tutti i prossimi km, suolette per le scarpe con super pelo e guanti. Stasera probabilmente esagereremo con una bella cena in un fantastico ristorante che abbiamo intravisto oggi e l&apos;acquolina sale perchè mancano veramente poche ore, per il dopocena non ci sono molte aspettative perchè qua nessuno esce per strada a divertirsi, bensì preferiscono rimanere in casa e bere, bere e ancora bere, ma non siamo certo disperati per questo, non si sa mai che cosa ci potrà succedere e chi potremo incontrare!!! &lt;br&gt;Domani, comunque sarà una giornata di lavoro serio perchè se il pezzo che aspettiamo da mosca dovesse arrivare secondo i piani fatti, dobbiamo partire a razzo e tutto deve essere perfetto&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Oggi 13 Settembre 2009 alle ore 12:30 quando in Italia erano ancora le ore 7:30, la nostra giornata è cambiata, il sole è spuntato e gli uccellini hanno ricominciato a fischiettare. Un uomo dalla personalità ignota ha bussato alla porta 327 del 3 piano dell&apos;Hotel Barnaul e Cristiano, ancora in mutande e intento a farsi la quotidiana toilet, ha svogliatamente aperto pensando di trovare il rompiscatole di Umberto, ma per la sua gioia ha trovato davanti un uomo sconosciuto con in mano un pacco. &lt;br&gt;Quell&apos;uomo chiamato anche fattorino, aveva in mano il pacco all&apos;interno del quale si trovava la nostra salvezza: il cuscinetto che aspettiamo da 5 giorni! Si ragazzi, l&apos;oggetto più desiderato dal team è arrivato e con lui è tornata la felicità e la grinta per finire questo fantastico viaggio. &lt;br&gt;Non è nemmeno da dire che oggi siamo stati tutto il giorno dietro alla vespa di Cristiano e abbiamo approfittato per sistemare anche i problemini delle altre 3. Tutti i negozi erano aperti nonostante fosse domenica per cui abbiamo trovato anche vari meccanici che ci hanno aiutato per levigare la ruota di Umbe e comprare le varie viti perse. &lt;br&gt;Non siamo riusciti a finire prima di sera per cui domani dovremo ultimare delle cose, ma forse riusciremo a partire ma rimane un dubbio. &lt;br&gt;Quando ci siamo mossi per la spedizione del cuscinetto ne abbiamo fatto spedire uno da Mosca, quello che è arrivato oggi, e uno dall&apos;Italia che non è ancora arrivato e che probabilmente arriverà domani, ma che facciamo lo aspettiamo in caso (facciamo gli scongiuri) dovesse esserci un&apos;altro problema? &lt;br&gt;Se il pacco dovesse arrivare nella prima mattina non ci saranno problemi, ma se dovesse arrivare nel pomeriggio perdiamo un altro giorno o ce ne freghiamo e ce ne andiamo? La notte, a differenza deglia altri, non ci porterà consiglio e come sempre decideremo all&apos;ultimo momento, speriamo solo di non fare stupidaggini&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="52.5413018" lon="85.2170028">
				<name>Biysk - giorno n.59</name>
				<desc>Abbiamo ultimato il motore di Cristiano verso le 12, giusto in tempo per fare il check out dall&apos;hotel Barnaul che ci ha ospitati per tutti questi giorni e che alla fine un pò ci mancherà. Verso le 15 avevamo un appuntamento con un rivenditore Nolan che ci ha dato un altro pacchetto bluetooth da sostituire con quello danneggiato di Umbe e così eravamo definitivamente pronti nel primo pomeriggio. &lt;br&gt;Abbiamo deciso di fare pochi km e di non esagerare per non sforzare troppo i motori e riuscire così a fargli fare una specie rodaggio visto che oltre alla vespa di Cristiano è stato cambiato il cilindro di Andrea. &lt;br&gt;In poche ore siamo arrivati a Biysk e ci siamo sistemati nel primo albergo trovato. Siamo molto felici che tutto sia andato bene, ma quando torneremo in Italia vogliamo capire quale sia stato il vero problema che ci ha fatto patire tutti questi giorni. Il tempo è brutto e i km sono ancora tanti. &lt;br&gt;In questa parte della Russia&amp;nbsp; si vedono bene i colori dell&apos;autunno e lo spettacolo è stupendo purtroppo però fa freddo e tutti ci dicono che questa temperatura durerà poco per cui ragazzi il bello deve ancora venire!!!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="50.7430382" lon="86.1240768">
				<name>Ongudai - giorno n.60</name>
				<desc>Oggi abbiamo definitivamente detto addio al bel tempo e al caldo e siamo entrati in pieno clima siberiano. I paesaggi di queste zone sono da cartolina e i colori degli alberi e delle montagne sfumano dal verde, al giallo al rosso inteso.&lt;br&gt;Il cielo è totalmente coperto da nuvole, piove e la temperatura non supera i 10 gradi. Le strade sono veramente belle, si aprono nel mezzo alle montagne e attraversano intere vallate che con questo tempo assumono caratteristiche lunari. Abbiamo proseguito in direzione Mongolia ma purtroppo ci siamo dovuti fermare piuttosto presto perchè i paesini che si incontrano sono pochi e nessuno ha posti in cui possiamo ripararci per la notte. &lt;br&gt;Quando abbiamo trovato l&apos;albergo abbiamo avuto qualche problema perchè inizialmente non volevano ospitarci e ci hanno detto che era tutto pieno. Abbiamo provato ad andare in un&apos;altro albergo ma anche nell&apos;altro ci hanno detto che non c&apos;erano posti, così un pò scocciati siamo ritornati nel primo e con facce disperate gli abbiamo fatto capire che non potevano rifiutarci ancora e alla fine, dopo parecchi traslochi da parte di altri ospiti dell&apos;albergo, siamo riusciti a farci dare 4 letti. &lt;br&gt;Il riscaldamento non esiste nelle case e da una parte siamo contenti perchè così sperimenteremo i nostri nuovi sacchi a pelo ma sarà dura nei prossimi giorni, di ristoranti non c&apos;è nemmeno l&apos;ombra ma per fortuna i supermercati chiudono a mezzanotte così abbiamo comprato un bel pacco di pasta e ci siamo sistemati per la cena. &lt;br&gt;I km che i dividono dal border sono all&apos;incirca 400 e domani dovremo assolutamente arrivare perchè il nostro visto per entrare in Mongolia scade tra 2 giorni dopodichè sono guai!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="49.9945412" lon="88.681038">
				<name>Kosh-Agach - giorno n.61 e n.62</name>
				<desc>Purtroppo stamani non ci siamo mossi presto dall&apos;albergo e così abbiamo
fatto una corsa sfrenata per arrivare al confine dove abbiamo trovato
una brutta sorpresa. Considerato che ha sempre piovuto, che la
temperatura non ha mai superato i 10 gradi, che siamo stati a 2000 m
quasi tutto il giorno e che non ci siamo nemmeno fermati per pranzo
mangiando le uova sode che Stefano ieri sera ha cucinato con tanto
amore mentre facevamo benzina, siamo arrivati tardi e il confine era
chiuso. &lt;br&gt;Come abbiamo già detto ieri, oggi era l&apos;ultimo giorno per
passare il confine in base al nostro visto e preoccupati per questo
motivo siamo andati a parlare con un ufficiale che ci ha spiegato che
il confine russo chiude un&apos;ora prima di quello mongolo perchè in
Mongolia si va avanti di un&apos;ora per il fuso, in più ci ha gentilemente
informati che domani è festa nazionale mongola e&amp;nbsp;che
entrambe le frontiere saranno chiuse. &lt;br&gt;Purtroppo non siamo riusciti a
sapere più di così ma ci hanno detto che non ci dovrebbero essere
problemi, ma già sappiamo che dopo domani sarà una giornata molto lunga
in dogana, forse la più lunga del viaggio. &lt;br&gt;Siamo tornati 50 km indietro
dove avevamo visto una cittadina e parlando con un pò di gente siamo
riusciti a trovare una buona sistemazione in una casa che un signore si
offerto di affittarci. La stufa funziona benissimo e c&apos;è davvero tanto
caldo ma i bagni non sono in casa e fuori la temperatura è sotto 0.
Nella stanza a fianco ci sono 2 russi che come noi sono ospiti, sono
molto gentili e riservati e ci terranno compagnia questa notte.&lt;br&gt;
Domani staremo qua e faremo un giretto per il paese se il tempo ce lo
permetterà e cercheremo di prepararci all&apos;entrata in Mongolia di
venerdì.&lt;br&gt;---&lt;br&gt;Oggi abbiamo passato tutta la giornata in questo fantastico paesino e ad essere sinceri siamo stati proprio bene. Stamani ci siamo svegliati tardi e la prima cosa che abbiamo visto è stato un cielo limpido e un sole splendente che ci ha messi di buon umore anche se la situazione in realtà non è così rosea. &lt;br&gt;Le montagne qua intorno sono totalmente innevate ma la temperatura è decisamente gradevole e nonostante sia siberia si sta in maniche corte. Davanti la nostra casetta c&apos;è un gran via vai di uomini che si fermano a curiosare, bambini che vanno a scuola e donne che camminano a testa bassa per paura di essere fotografate dalle nostre macchinette. &lt;br&gt;In casa c&apos;è tutto e i due russi se ne sono andati molto presto, abbiamo un gatto siamese bellissimo che ci tiene compagnia e si aggira per casa in cerca di cibo e le mucche ci salutano quando passano. I bagni sono terrificanti e si trovano dietro la casa, sono 4 pezzi di legno inchiodati con un buco nel mezzo all&apos;interno del quale si vede se la persona che lo ha usato prima sta bene o meno di intestino ma almeno noi ne abbiamo tutto nostro, privato, non bello ma almeno non dobbiamo fare la fila con il resto del paese. &lt;br&gt;Abbiamo sistemato un pò le vespette e passeggiato un pò per il paese dove abbiamo fatto un pò di spesa per il pranzo. &lt;br&gt;Il padrone di casa ci ha portato le legna per stasera e tutto contento ci ha raccontato che oggi si è sposato suo figlio e che i festeggiamenti andranno avanti per 4 giorni ma ahimè qua sono musulmani per cui non ci sarà nemmeno l&apos;ombra della vodka. &lt;br&gt;Stasera cena al cafè e poi a letto. Domani sarà una lunga giornata perchè il nostro visto per la Mongolia è scaduto per cui dovremo cercare di fare di tutto perchè ci lascino entrare. Noi confidiamo nelle nostre capacità persuasive, ma avremo bisogno anche di tanta fortuna per cui incrociate le dita per noi.&lt;br&gt;
</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="49.63384085255" lon="89.4548034668">
				<name>Mongolia!!! - giorno n.63</name>
				<desc>Si ragazzi oggi siamo entrati in MONGOLIA!!!! &lt;br&gt;Stamani ci siamo svegliati presto e siamo partiti carichi per passare il border anche se il nostro visto era scaduto ieri. Appena abbiamo aperto la porta della baracca quello che ci ha subito colpito è stato il manto di neve che ricopriva tutte le montagne e le colline circostanti ma dopo poco ha cominciato a nevicare anche nelle piana e così abbiamo cominciato ad accelerare i tempi e siamo volati via verso il border, ma la neve aumentava sempre di più e il vento diventava sempre più potente. Nei 50 km fatti per arrivare le bottiglie di acqua che avevamo erano già congelate e le bottiglie di vodka per festeggiare erano belle fresche e così sono rimaste fino a sera. &lt;br&gt;Appena arrivati al border abbiamo fatto poca fila e per fortuna non è una dogana molto trafficata, così siamo entrati e abbiamo cominciato a maneggiare tutte le scartoffie e per 4 ore e mezza è stato così. &lt;br&gt;Non abbiamo avuto alcun tipo di problema ma il freddo, il freddo ragazzi è qualcosa di micidiale che lincia le orecchie, il naso e paralizza totalemente tutto il corpo. Quando siamo usciti un ufficiale ci ha consegnato una lettera, che avevamo vivamente richiesto, da dare al capo dei poliziotti dei Mongoli dove si attestasse che noi eravamo in frontiera due giorni fa e che il visto era valido in modo da non avere problemi. &lt;br&gt;Finiti i documenti per l&apos;uscita dalla Russia ci aspettavano 30 km di strada tra montagne innevate fino ad arrivare all&apos;ultimo cancello della russia a 2500 m di altezza dove ci hanno controllato nuovamente i passaporti e ci hanno fatti entrare dentro gli uffici dove si trovavano una decina di militari al caldo intorno alla stufa con le pentole al fuoco che ci prendevano in giro e ci hanno sconsigliato di addentrarci in Mongolia, ma ormai ragazzi siamo lanciati e così siamo andati oltre. Passato il cancello la strada asfaltata è sparita, finita, non esiste più. &lt;br&gt;Continuiamo per 5 km di sterrato e arriviamo in frontiera. &lt;br&gt;Quando&amp;nbsp; siamo entrati le poliziotte avevano fretta di farci i timbri sul passaporto perchè dovevano andare a pranzo così in velocità ci timbrano il visto e se ne vanno con la lettera che ci avevano fatto in Russia dicendo che era tutto sistemato. &lt;br&gt;Nell&apos;attesa anche noi andiamo ad un bar dove ci accordiamo per la notte perchè la prima città è a 100 km e considerata la strada sterrata e un altro passo a 2500 m non ce la potremmo fare per stasera e così abbiamo pensato di rimandare a domani. &lt;br&gt;Tornati in dogana per finire i documenti un ufficiale si accorge che il nostro visto è scaduto e quando parliamo della lettera nessuno sapeva più nulla, la lettera era sparita. &lt;br&gt;Abbiamo provato a fargli capire in tutti i modi che noi eravamo in confine due giorni fa ma non c&apos;è stato nulla da fare, qualche militare parlava inglese e cercava di aiutarci ma il responsabile all&apos;immigrazione ridendoci in faccia ci ha fatto tradurre che i nostri visti non erano validi e che se non avessiamo rifatto il visto mongolo saremmo dovuti tornare in Russia. &lt;br&gt;La scusa del non abbiamo soldi è durata poco e ha colpito solo poche poliziotte e quindi alla fine abbiamo dovuto rifare il tutto al costo di 53 $.&lt;br&gt;Abbiamo preferito dargli quei soldi anche se sappiamo che se li sarà messi in tasca, ma il tempo passava e il freddo aumentava sempre più così abbiamo deciso di chiudere il tutto e andarci a riparare nel bar dove dormiremo stanotte. &lt;br&gt;Il problema del passaporto è stato che le poliziotte hanno timbrato il visto scaduto con la data di oggi e non avendo voluto aspettare che il responsabile leggesse la lettera erano all&apos;oscuro di tutto e hanno fatto un pasticcio che ci è costato soldi e tempo ma per fortuna in 4 ore eravamo fuori tranquilli e contenti con un visto che durerà fino a dicembre.&lt;br&gt;Siamo molto soddisfatti e orgogliosi di questi 60 giorni di viaggio, adesso ci mancano &quot;solo&quot; 1800 km di sterrato, neve e temperature da assideramento ma non ci possiamo fermare a questo punto. Domani sarà un giorno importante e difficile ma oggi la gioia è così tanta che stasera festeggeremo noi 5 a questa fantastica avventura che&amp;nbsp; ci sta dando fortissime emozioni.&lt;br&gt;In questo momento le bottiglie di vodka sono aperte ed i festeggiamenti sono già cominciati. Brindate per noi e siate orgogliosi di cosa i vostri amici sono riusciti a fare fino ad ora.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="49.14219020768" lon="89.87091064453">
				<name>30 km da Olgy - giorno n.65</name>
				<desc>Subito di prima mattina dopo aver cambiato la frizione di Stefano oramai consumata e distrutta dalle varie salite, abbiamo deciso di dare una controllata alla ruota di Umberto visto che avevamo una gomma Duro da cambiare per far si che la ruota non toccasse più nel telaio. &lt;br&gt;Dopo tutte le varie operazioni siamo partiti in direzione est per avvicinarsi ai 1800 chilometri che ci separano da Ulan Bator. &lt;br&gt;Ecco che una brutta sorpresa, dopo soli 20 chilometri, ci fa tremare e fa si che dal PMR di Umberto fuoriescano brutte parole. Il tamburo della ruota non sembra stabile e la vespa sembra girare a vuoto. Tutti attendiamo il verdetto che immaginavamo non fosse buono. &lt;br&gt;Il secondo tamburo è partito per cui cominciano i problemi seri. Girandoci intorno vediamo una Gher proprio davanti a noi. Andrea si fa avanti e va a vedere come è la situazione e chiede ai proprietari se possiamo fermarci per la notte e fortunatamente sono molto disponibili e ci accolgono facendoci accomodare sul pavimento. &lt;br&gt;Intanto sta scendendo il sole e non potendo fare molto per la vespa di Umberto decidiamo di fare un giretto sul cavallo del figlio del proprietario e così ridiamo come i pazzi per le salite e le cadute che un pò tutti facciamo. &lt;br&gt;Andrea poi, volendo cambiare il favore della cavalcata fa cenno al ragazzo di montare in vespa, così dopo 5 minuti sparisce dalla visuale e solo al suo ritorno abbiamo saputo che era andato a raccogliere gli altri cavalli al di là della collina insieme al ragazzo che altrimenti avrebbe dovuto fare tutto da solo. Incrociamo le dita per domani e speriamo di poter sistemare nel mogiore dei modi!&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="48.39638531209" lon="91.01898193359">
				<name>Verso Khovd - giorno n.66</name>
				<desc>Dopo il freddo passato durante la notte ci alziamo di buona lena per poter sistemare il tamburo di Umberto. L&apos;unica soluzione è cambiarlo con quello comprato a Malatya e sistemato a Barnaul. Non ci fidiamo molto perchè il pignone è rovinato ma quella è l&apos;unica soluzione. Mettiamo anche del frena filetti e fissiamo alla morte, come dice il buon Seba. &lt;br&gt;Partiamo verso le 13 e cerchiamo di fare più chilometri possibili. Ci fermiamo a fare il pieno di benzina in un piccolo paesino,forse l&apos;unico nel tragitto, e ci succede qualcosa di veramente strano. &lt;br&gt;Arriva un Mongolo molto ubriaco e molto aggressivo e comincia ad insultarci. Noi non reagiamo e cerchiamo di andare via ma lui continua. Prende un grosso sasso in mano e cerca di tirarcelo addosso. Cerchiamo di calmarlo ma nulla da fare, cerca di prendere le chiavi della vespa di Umberto finche siamo obbligati a difenderci. &lt;br&gt;Umberto gli è corso dietro e lo ha atterrato e subito Cate, Tano ed Andrea lo hanno aiutano e il e sono riusciti dopo un bel pò a disarmarlo. &lt;br&gt;Abbiamo provato a chiedere aiuto agli abitanti del paese ma nessuno si è mosso per far nulla e intanto il tipo si ostinava a prendere sassi e nel fuggi fuggi ci ha scagliato dietro delle pietre che per fortuna abbiamo schivato. &lt;br&gt;Abbiamo cercato di spiegare che se avesse continuato sarebbe stato peggio perchè avremo dovuto difenderci seriamente ma nessuno sembrava essere interessato alla sorte nè nostra nè di quello del tipo e così alla fine riusciamo a scappare senza fargli troppo male. &lt;br&gt;Proseguiamo con il fiatone. Verso le 20 ci fermiamo in un&apos;altra gher in direzione Khovd dopo aver passato i primi guadi e delle strade terribili. &lt;br&gt;Abbiamo trovato una famigliola composta da marito, moglie ed un piccolo bambino di 2 anni. Sono stati gentilissimi e la gher era caldissima fortunatamente. Abbiamo mangiato i nostri i noodles che avevamo comprato in Russia e ci siamo coricati super contenti perchè siamo riusciti a non farci offrire anche stasera testa di cappone lessa.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="48.01564978669" lon="91.64520263672">
				<name>Khovd - giorno n.67</name>
				<desc>Oggi è il nostro giorno, dobbiamo macinare chilometri altrimenti la nostra amata Ulan Bator sara? solo un sogno. Partiamo verso le 9 con le vespe funzionanti ed il pieno. &lt;br&gt;Oggi è la giornata guadi. Solo dopo 10 chilometri vediamo un lago gigante e guardando la bussola capiamo che quella è la nostra direzione. Bisogna attraversarlo e così cerchiamo di trovare il punto dove il fiume è più basso in modo da poterlo attraversare. &lt;br&gt;Arrivano subito dei Mongoli che ci spiegano dove e come passarlo, ma ai nostri occhi sembra impegnativo. Umberto va per primo e ce la fa senza problemi, Andrea anche con Tano al seguito. Stefano cerca di fare il giro largo ma dopo 15 minuti torna nello stesso punto e lo supera anche lui senza problemi. La strada continua essere tremenda e piena di sabbia e sassi. &lt;br&gt;La velocità massima è di 10/15 km/h e la nostra Khovd ormai è vicina. Ad un certo punto vediamo un grosso Mercedes targato Germania venirci incontro e sbalorditi ci fermiamo a salutarlo. &lt;br&gt;Sono due ragazzi super organizzati e gentili. &lt;br&gt;Ci chiedono se vogliamo un caffè e senza esitare un secondo ci sediamo e ci gustiamo quello che da giorni sognavamo. Un fantastico Illy con il latte di mucca. Delizioso. Salutiamo e scappiamo lungo un paesaggio mozzafiato.&lt;br&gt;Arriviamo a Khovd finalmente e troviamo un Hotel con doccia calda. Siamo molto affamati visto che da giorni ci alimentiamo solo con The e biscotti. Stasera abbiamo esagerato e siamo andati in un ristorante Mongolian Barbecue e ci siamo veramente spazzolati tutto il menù visto che per fortuna nulla è costoso in Mongolia. Con la pancia piena, forse anche un pò troppo ci addormentiamo sperando di fare ancora tanti km domani.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="47.73562905149" lon="92.0393371582">
				<name>70 km da Khovd - giorno n.68</name>
				<desc>Anche oggi il nostro programma è andato piiuttosto lento ma le piste
sono davvero difficili da fare in vespa. Abbiamo lasciato Khovd dopo
pranzo per cui non abbiamo avuto molto tempo per correre ma perlomeno
le vespe sono state sistemate e i carburatori puliti. &lt;br&gt;Non ci sono
particolari problemi se lasciamo da parte la polvere e i gran massi che
ogni tanto prendiamo, i paesaggi sono magnifici e la temperatura è
perfetta. Abbiamo cominciato a prendere confidenza con lo sterrato ma
oggi è stato un grande show infatti le cadute sono state tante. &lt;br&gt;Stefano
è caduto una sola volta ma accompagnata dallo scoppio del motoairbag,
Andre e Cate sono caduti sulla pista principale e per due volte sono
andati vicini alla sabbia, Umbe una sola volta ma si è insabbiato con una classe che solo lui può avere e anche lui ha fatto scoppiare il
motoairbag e Tano è stato il più forte perchè non ha mai rischiato
nemmeno per un pò. &lt;br&gt;Il problema più grande per noi è la sabbia che non
ci permette di avere il pieno controllo del mezzo ma facendo la
velocità di 10 km/h quando cadiamo è un gran ridere infatti nessuno di
noi si è fatto minimamente male. &lt;br&gt;Non avendo trovato nessuna città dove
fermarci abbiamo optato per il campeggio, così ci siamo spostati un km
dalla pista in modo da essere al sicuro dai camion che passano di notte
e dopo una bella cenetta ci siamo addormentati. Le stelle cadenti che
sono innumerevoli e la via lattea è così limpida e facile da vedere che
sembra davvero di essere in cielo; nel buio più totale abbiamo visto
innumerevoli costellazioni e indimenticabile è stato il lento camminare
in fila indiana dei cammelli che sfumando nel buio si dirigevano chi sa
dove nell&apos;immensa Mongolia.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="47.42808726171" lon="92.24533081055">
				<name>Mankhan - giorno n.69</name>
				<desc>Svegliati alle 8 siamo partiti alle 10, infatti dopo tutti questi giorni
non abbiamo ancora imparato a sbrigarci nei preparativi. Carichi come
sempre abbiamo cominciato a macinare km dirigendoci verso un&apos;altra
pista, rispetto a quella di ieri, che pensavamo fosse quella migliore
per noi ma purtroppo dopo 70 km fatti ci siamo accorti che non era
così. &lt;br&gt;Il problema che c&apos;è in Mongolia è che ci sono un&apos;infinità di
piste ma solo poche hanno una fine utile per i guidatori stranieri,
molte sembrano belle battute ma dopo tanti km finiscono nella sabbia.
Ci siamo rimasti veramente male quando la pista che stavamo seguendo è
tristemente finita in una duna di sabbia. &lt;br&gt;Abbiamo provato a tornare in
dietro e a prendere altre piste ma anche quelle non ci hanno portato&amp;nbsp;da
nessuna parte e ci siamo sentiti persi provando quasi la sensazione che
i cammelli ridessero di noi. Abbiamo trionfalmente passato 3 guadi,
l&apos;unico problema è che Umberto ci sta prendendo gusto e va
continuamente in cerca di acqua per potersi imbrattare tutto. Insomma
non è nemmeno da dire che è stata una brutta giornata e che di tutti i
km fatti solo 20 sono stati utili. &lt;br&gt;Le cadute di oggi sono innumerevoli
e oggi è toccato anche a Tano, infatti la sabbia era ancora più
ingestibile di ieri e così i rotoloni sono triplicati.&lt;br&gt;
Stiamo tutti bene e ci siamo fermati in una piccola città dove siamo
stati accolti da tutti i bambini a braccia aperte.Non esistono negozi
che abbiano cibi non scaduti, per cui, abbandonate tutte le speranze da
tante città ormai, mangiamo quello che troviamo e ci impegnamo a fare
gli anticorpi a tutto.</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.45299704748" lon="94.11849975586">
				<name>Darvi - giorno n.70</name>
				<desc>Visto che ieri non abbiamo praticamente concluso niente, oggi ci siamo impegnati e siamo riusciti ad arrivare a Darvin, paesino di poche anime che si trova sulla strada per Altai. Durante il percorso siamo riusciti a fare rifornimento a Zereg dove ci siamo fermati per un thè e dove Umberto è riucito a perdersi (è da considerare che in Mongolia sono 2 le strade, una passa da nord e una dal centro ed è quella che stiamo percorrendo noi e la direzione è verso sud est..) e a farci perdere tempo. &lt;br&gt;La strada è stata terribile fino a pochi km prima del paese quando miracolosamente è diventata piuttosto lineare e ci ha permesso di fare l&apos;ultima tirata senza troppa fatica. La giornata è trascorsa velocemente, ci siamo divertiti come al solito con i cammelli e con i gran polveroni che si sollevano al passaggio delle vespe. &lt;br&gt;Per strada è quasi raro trovare altre macchine o camion, diciamo che si possono contare sulle dita di una mano, per cui abbiamo abbastanza libertà per divertirci e cercare di non pensare che queste strade per una vespa sono la morte. &lt;br&gt;Stasera quando siamo arrivati a Darvin ci siamo diretti ad un albergo che qualcuno della zona ci ha indicato, ma anche se la porta era aperta nessuno ci ha accolti e così siamo andati in una casa dall&apos;altro lato della strada dove abbiamo scoperto che c&apos;era un altro hotel. &lt;br&gt;Questo si presentava bene e al piano terra c&apos;era anche un bel ristorantino e così dopo aver scaricato le borse siamo andati a mangiare. Quandi siamo entrati non c&apos;era nessuno ma il problema è stato che non c&apos;era niente nemmeno da mangiare tranne il solito capretto che ci sogniamo anche di notte. &lt;br&gt;Così dopo varie spiegazioni siamo riusciti a scoprire che c&apos;era del riso e abbiamo convinto la proprietaria a cucinarcelo. Dopo altre 7 camicie sudate abbiamo scoperto delle piccole patate e così per non dover aspettare ore Andrea, Tano e Stefano si sono messi a pelarle mentre Cate le tagliava per farle fritte. Nel frattempo, Umbe ha cominciato a fare un soffritto per cucinare un pezzo di capretto, ma quando questo era cotto e profumato la proprietaria del ristorante con una mossa maldestra ha fatto cadere il piatto e tutto è andato sul pavimento. &lt;br&gt;Umbe era infuriato, sopratutto quando questa ha cominciato a mettere tutto su un piatto nuovo pensando di servirlo ugualemnte. &lt;br&gt;Alla fine ha capito che non era cosa da fare e si è messa sui fornelli ripercorrendo tutte le mosse di Umbe. Il risultato non è stato lo stesso ma almeno non era andato sul pavimento.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.38862233816" lon="95.51239013672">
				<name>80 km da Altai - giorno n.71</name>
				<desc>Stamani è stato il record infatti siamo partiti alle 9! Subito dopo poco però abbiamo scoperto che il distributore che contavamo di trovare sulla strada per Altai è chiuso e così abbiamo deciso di fare altre due taniche da 5 litri per non avere problemi durante la strada. &lt;br&gt;Dopo poco che siamo partiti sono cominciati i dubbi sulla direzione ma fortunatamente oggi non abbiamo sbagliato. La strada è stata a dir poco massacrante, piena di buche, sabbia, whops, sassi ma per fortuna nessun guado. Andrea di prima mattina dopo aver forato la sua ruota tacchettata ha fatto un bel volo con Cate in vespa e per fortuna si sono alzati con dei gran sorrisi sul volto anche se qualche doloretto momentaneo lo hanno accusato ma niente che non sia scomparso prima di sera. &lt;br&gt;La vespa di Stefano continua a farci sudare perchè purtroppo ha rotto la pedalina da qualche giorno e spesso ci tocca spingere in punti davvero poco adatti, la vespa di Umbe invece ha raggiunto un traguardo di tutto rispetto: 100.000 km. &lt;br&gt;Oggi è stato piuttosto caldo e ormai siamo così puzzolenti che quando ci avviciniamo ai cammelli nemmeno di spostano anzi, ci accolgono come componenti del gruppo, mentre le aquile cominciano a volarci sulla testa pronte a sferrare l&apos;attacco. &lt;br&gt;Stasera purtroppo non siamo riusciti ad arrivare ad Altai e così ci siamo accampati e aspettando le 11 di sera per fare il collegamento con le Vespenologiche scriviamo qeusto post nella speranza di addormentarci presto visto che siamo uccisi e qua in questo mezzo deserto comincia a fare freddo. &lt;br&gt;Domani indipendentemente dall&apos;ora in cui arriveremo ci fermeremo a dormire ad Altai perchè abbiamo bisogno di una doccia che non facciamo da tempo ormai.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.41892578708" lon="96.33087158203">
				<name>Altai - giorno n.72</name>
				<desc>Dopo 10 fredde ore di sonno ci siamo alzati più distrutti che mai senza la minima voglia di salire in vespa e fare altri 100 km di strerrato, ma questo è il viaggio per cui ci siamo fatti forza, abbiamo caricato le vespe e siamo scesi in strada per l&apos;ennesima volta. &lt;br&gt;I 100 km di strada prima di Altai sono tracciati molto bene e danno l&apos;impressione che nel giro di poco tempo verrà asfaltata ma da quello che ci dicono gli abitanti del posto non sarà così e tutto sommato è un solievo, perchè ci dispiacerebbe che il prossimo anno la strada fosse sistemata e i prossimi viaggiatori non provassero quello che stiamo provando noi. &lt;br&gt;Oggi non c&apos;è stata nessuna caduta per fortuna, ma Umbe ha forato la sua ruota duro e danneggito il cerchio e non avendo la possibilità di cambiare la camera d&apos;aria ha montato nuovamente una delle sue giusto per arrivare ad Altai, nella speranza che il tamburo non si sia danneggiato nuovamente. &lt;br&gt;Arrivati ad Altai siamo andati in cerca di un Hotel con doccia e fortunatamente i nostri desideri sono stati esauditi. Abbiamo anche conosciuto un ragazzo della zona che parla molto bene inglese e che ci ha fatto compagnia per tutta la sera portandoci in un buon ristorante e in nelle due discoteche della città. &lt;br&gt;Ci ha raccontato cose molto interessanti che mai ci saremo aspettati riguardo ai cammelli e ai cavalli che possiede, ai metodi di gestione di queste, alle pecore, a come le uccide e ci ha decisamente colpito per tutta la vodka che è riuscito a bere solo nelle 2 ore di cena.&lt;br&gt;Per domani siamo indecisi sul da farsi perchè siamo molto stanchi e dobbiamo sistemare la ruota di Umbe e quella che Andrea ha forato 2 giorni fa e dobbiamo approfittare per farlo in città perchè per altri 3 giorni saremo in mezzo al nulla, per cui non sappiamo se convenga partire nel pomeriggio e fare pochi km oppure restare un altro giorno qua e partire carichi e sistemati dopo domani.&lt;br&gt;I km che ci dividono da Ulaan Bator sono ormai poco più di 1000 e si vocifera che gli ultimi 500 km siamo di asfalto, così tra tristezza e felicità la meta è davvero vicina.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.38104384581" lon="96.81976318359">
				<name>30 km da Altai - giorno n.73</name>
				<desc>Oggi purtroppo abbiamo perso tanto tempo per sistemare le vespe. Umbe e Andrea hanno cambiato le camere d&apos;aria delle ruote che hanno forato ieri e Tano e Stefano hanno pulito i carburatori che con queste strade si impolverano molto facilmente. Abbiamo fatto la scorta di cibo e solo verso le 16 abbiamo deciso di partire ma la vespa di Andrea non partiva più. &lt;br&gt;Spingi, spingi e ancora spingi non c&apos;era nulla da fare, ha pulito la candela e ha continuato a spingere ma nulla da fare e così il tempo passava quando dopo un bel pò siamo riusciti a farla andare e siamo volati via verso est. &lt;br&gt;Subito all&apos;uscita del paese abbiamo incontrato l&apos;officina Mongol Rally e curiusissimi siamo entrati e abbiamo trovato delle macchine di quest&apos;anno ormai distrutte e non sappiamo se quelle auto siano mai arrivate oppure già spedite da Ulaan Bator per essere sistemate e poi assegnate a persone del luogo. Ripresa la strada si è distrutto anche il parabrezza di Andrea e così dopo 30 km il sole cominciava a calare e abbiamo deciso di campeggiare in un fantastico prato riparato dalle rocce.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="45.78093290857" lon="98.96621704102">
				<name>30 km da Buutsagaan - giorno n.74</name>
				<desc>Stamani dopo mille problemi per la partenza (ingolfata sia la vespa di Stefano che quella di Umbe) siamo partiti e diretti sparati verso est abbiamo fatto parecchia strada. &lt;br&gt;Ci siamo fermati per il rifornimento in un paesino molto carino dove ci siamo divertiti con i bambini che erano a fare ricreazione e curiosi si sono avvicinati alle vespe. Abbiamo fatto parecchia strada prima di ritrovare un altro agglomerato di gher e quando ci siamo fermati abbiamo trovato anche un gommista dove abbiamo riparato le ruote e abbiamo incontrato i famosi cercatori d&apos;oro che da giorni sentiamo nominare in zona. &lt;br&gt;Attrezzati alla perfezione con vanghe, picconi, setacci e metal detector ci hanno indicato la strada verso Buutsagaan e così siamo andati avanti fino al tramonto. Anche stasera abbiamo piantato le tende e siamo per la precisione vicino ad uno dei laghi ormai essiccati dove i locali vengono a cercare l&apos;oro. &lt;br&gt;In questo momento siamo già in tenda ma abbiamo scoperto che il posto che abbiamo scelto non è dei migliori perchè siamo molto vicini alla strada principale e quindi sotto gli occhi di tutti. &lt;br&gt;Non abbiamo ancora capito perchè, ma di notte c&apos;è molto più movimento per le strade che di giorno infatti, poco fa, sono passate delle moto e improvvisamente abbiamo sentito un uomo urlare e grazie a Tano che si trovava fuori dalla tenda abbiamo scoperto che qualcuno è caduto dalla moto e così abbiamo un semi cadavere vicino alle tende, degli uomini che gli parlano intorno e che probabilmente bevono vodka e noi che zitti zitti cerchiamo di non dare nell&apos;occhio per non andare incontro a problemi. &lt;br&gt;Domani se tutto va bene dovremo riuscire ad arrivare a Bayankhongor ma purtroppo con queste strade non riusciamo mai a rispettare i nostri programmi per cui non ci resta che sperare che lo sterrato sia dei migliori.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.19314087624" lon="99.58145141602">
				<name>Bombogor - giorno n.75</name>
				<desc>Anche oggi è stata una lunga giornata di pochi km ma tutto sommato ci siamo avvicinati verso la nostra meta. I paesaggi mongoli sono molto belli e quello che è impressionante è come cambino ogni pochi metri. &lt;br&gt;L&apos;altezza minima delle strade che stiamo percorrendo non va mai sotto i 1800, spesso andiamo sopra e questo ci rallenta molto perchè ormai le vespe sono senza forza e noi con loro siamo molto stanchi e ci riesce sempre più difficile guidare, ma questo viaggio è così bello che alla fine non ci stanchiamo mai del tutto e troviamo sempre la forza per andare avanti. &lt;br&gt;Stasera siamo arrivati abbastanza tardi a Bombogor, un piccolo paesino che si trova tra Buutsagaan e Bayankhongor e per la strada Umbe ha fatto un gran bel volo mentre cercava di portarsi nel centro della strada ma non si era accorto che era piena di sabbia e così ha ruzzolato sotto gli occhi di Stefano, quello prudente del gruppo e perenne carrozza di coda che è anche stato soprannominato safety car. La fortuna vuole che non ci siano alberghi in questa minuscola città e così ci è stato proposto di dormire in una fantastica gher che si è rivelata caldissima e fantastica per tutti noi. &lt;br&gt;La gher è una struttura tipica mongola a forma circolare fatta da un impalcatura di legno e ricoperta con uno strato di feltro ricavato dalle pellicce del gregge che funge da isolante per l&apos;esterno e all&apos;interno è coperto da teli che la abbelliscono; dentro c&apos;è un unica stanza e sui lati si trovano dei divani che di notte fungono da letti e la porta si trova sempre puntata verso sud. &lt;br&gt;Nel centro si trova sempre una grande stufa che viene alimentata con escrementi secchi di animali e carbone, per terra ci sono tappeti e quasi sempre ci sono dei tavoli o delle credenze. Beh stanotte siamo sistemati come dei veri signori visto che abbiamo lasciato al proprietario un pò più di soldi in cambio di più materiale da bruciare e ci siamo riforniti di un bel pò di cibo e di 5 kg patate che friggeremo sulla fantastica stufa che fumerà tutta la notte. &lt;br&gt;Fuori è pieno di bambini che non sono molto abituati a vedere turisti e ci spiano da ogni parte gli sia possibile e quello che ci piace di più è che scappano appena sentono qualche rumore e quando qualcuno esce per prendere qualcosa dalle vespe.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="46.17983040759" lon="100.71990966797">
				<name>Bayankhongor - giorno n.76</name>
				<desc>Stamani ci siamo svegliati con la figlia del proprietario (bellissima ragazza mongola) che è venuta a ravvivare il fuoco della stufa e con gesti&amp;nbsp;molto gentili e silenziosi ci ha creato un magnifico tepore che ci ha aiutati ad alzarci. &lt;br&gt;I mocciosi di ieri sera ci hanno rubato delle cinghie elastiche e la fantastica vanghetta di Andrea che ci era tanto utile per scavare la buca ogni volta che abbiamo dovuto cucinare all&apos;aperto. Abbiamo cercato di far capire che eravamo arrabbiati e anche dopo l&apos;arrivo della polizia non siamo riusciti a riavere nulla in cambio e così ce ne siamo andati. &lt;br&gt;Stasera siamo arrivati a Bayankhongor e abbiamo scoperto che è veramente una cittadina carina. Quando siamo arrivati c&apos;erano 16 gradi e quando siamo andati a letto ne erano rimasti 5. &lt;br&gt;Abbiamo scelto l&apos;unico albergo c&apos;è e ci siamo sistemati con una bella doccia con l&apos;unico inconveniete che il rubinetto passava corrente per cui abbiamo dovuto prenderte speciali precauzioni per evitare di rimanerci stecchiti. &lt;br&gt;Abbiamo cenato in un bel ristorantino e ovviamente abbiamo scelto quello che mangiavano nel tavolo a fianco visto che nessuno di noi riesce a capire il menù, ma come da copione ci hanno portato piatti a base di capra con contorno di riso. Anche stasera dormiremo bene perchè i letti sono extra large e le coperte belle spesse.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="45.961552" lon="102.057404">
				<name>Khairkhandulaan - giorno n.77</name>
				<desc>Trovare la strada per andare verso la capitale è stata un&apos;impresa dato che ci sono lavori in corso dappertutto e non esistono praticamente più piste da seguire.&lt;br&gt;Dopo parecchie ore siamo riusciti a trovare il modo di passare la montagna che copre alle spalle la città e così abbiamo cominciato a macinare km. Già di prima mattina eravamo esausti, queste strade sono fisicamente e psicologicamente devastanti. &lt;br&gt;Avvicinandoci verso UlaanBaatar si cominciano fortunatamente a vedere differenze nelle strade infatti abbiamo trovato qualche metro di asfalto che era peggio dello sterrato, ma noi siamo fiduciosi e lo aspettiamo in gloria nei prossimi giorni. &lt;br&gt;Anche stasera dormiremo in una gher ancora più bella di quella dell&apos;altra sera e con il parcheggio privato visto che l?ultima volta abbiamo avuto brutte sorprese ma senza luce. Cena salutare e a lume di candela, calduccio maleodorante ma piacevole dato il freddo all&apos;esterno, letti giganti e un pò di vodka che ci allieverà i dolori della giornata. &lt;br&gt;Si vocifera in giro che da domani comincerà l&apos;asfalto, noi non ci vogliamo credere ma ci speriamo tantissimo.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="47.01771635398" lon="103.52966308594">
				<name>322 km da UlaanBaatar - giorno n.78</name>
				<desc>Oggi è stata una giornata emozionante perchè finalmente siamo arrivati all&apos;asfalto che aspettiamo da tanti tanti giorni. Andrea di prima mattina durante la colazione non si è reso conto delle dimensioni della gher e della posizione della stufa e così ha involontariamente deciso di abbracciare il cannone della stufa e si è ustionato il collo e come se non bastasse dopo 10 minuti dalla partenza ha forato un&apos;altra volta. &lt;br&gt;Nel mezzo al nulla ci siamo accorti che la saldatura dell&apos;attacco della marmitta di Tano si è rotta e così abbiamo provveduto a sistemare il tutto ma Umbe ha avuto problemi con la candela perchè ogni tanto la sua vespa perde di potenza e si spegne, ma mancano troppi pochi km per fermarsi a capire bene quale sia il problema e così ci limitiamo a far si che il tutto vada, anche male, ma che vada per arrivare. &lt;br&gt;Arrivati in cima ad una montagna a 2000 m abbiamo visto nel panorama una linea nera che spariva nelle montagne all&apos;orizzonte e così abbiamo finalmente visto l&apos;asfalto e ci siamo fiondati giù per salutare lo sterrato e ricominciare a viaggiare rilassati. &lt;br&gt;Quando abbiamo trovato la strada abbiamo avuto la brutta sorpresa che le vespe non hanno praticamente più potenza e così non riusciamo a fare più di 50 km/h, ma fino ad adesso non eravamo mai riusciti a superare i 20 km/h sullo sterrato, ma non importa da oggi si va a dritto fino ad UlaanBataar. &lt;br&gt;Si cominciano a vedere le differenze nelle città, ci sono moltissimi stupa buddisti sparsi intorno e si vedono molte più persone in giro. Stasera non riusciremo ad arrivare e abbiamo deciso di fremarci a dormire in un supermarket che ha una stanza in più con due letti grandi e domani ci godremo il paesaggio mentre entreremo in città.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
				
			<rtept lat="47.921378" lon="106.90554">
				<name>Ulaan Baatar - giorno n.79</name>
				<desc>Intorno alle ore 18 di oggi 4 ottobre 2009 noi, il team The Italian Wheels, siamo arrivati alle porte della città di Ulaan Baatar, capitale della Mongolia. Abbiamo compiuto la nostra missione dopo 79 giorni di sofferenza, divertimento, problemi, sudore e felicità allo stato puro.&lt;br&gt;</desc>
				
							
			</rtept>
		
			
	
	</rte>		
</gpx>
