Tataouine
Tataouine
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Riprendiamo il cammino verso Tatouine, luogo dove saremmo dovuti arrivare se la duna funesta non ci avesse sbarrato la strada.
Evitiamo accuratamente la statale e fortunatamente la strada si snoda tra montagne brulle ma bellissime nella loro desolazione, ogni curva sembra un piccolo canyon colorato di arancione con il suo villaggio berbero aggrappato
Come dice il detto, se Taouine avesse i casinò sarebbe una piccola Arizona.
Sulla strada inciampiamo in Ksar Haddada, un borgo fortificato trasformato prima in albergo, poi restaurato ed usato come set nel film "La minaccia fantasma". In effetti il posto è familiare, le sale interne sono tutte piccolee basse, il che è perfetto se sei piccolo, hai le orecchie a punta e sei un drago con la spada laser, ma se non sei Yoda allora sono capocciate.
I locali sono orgogliosi del loro Ksar usato in Guerre Stellari a tal punto che l'hotel è chiuso da 10 anni.
Se Abbacchio attira venditori e ciarlatani, Steve attira saltinbanchi e giocolieri. Non appena entra infatti gli viene depositata in testa un aquila reale, non prima di avergli fatto indossare un cappello che dovrebbe impedire al rapace di conficcare le unghia nel cranio del turista di turno. L'aquila ben conosce questo trucco, quindi scaraventa via il cappellino e inizia ad andare in escandescenza facendo il messaggio del cuoio capelluto a Steve. Tutto documentato, paghiamo le miccette per calmare la bestia e proseguiamo.
La strada continua a regalare bellissimi paesaggi, purtroppo l'asfalto è orribile, brecciolino ovunque camuffato da asfalto. Sono le solite strade asfaltate con due lire, stendendo prima il bitume e poi i sassetti. Quando l'asfalto invecchia incominciano a staccarsi i sassetti formando il brecciolino, quando i sassetti sono finiti l'asfalto diventa scivoloso come il vetro.
La povertà in questi posti è ben visibile e queste strade sono molto poco trafficate, ragion per cui il "sieditore lato strada" ha dovuto elaborare tecniche di marketing molto più aggressive. Ad una curva incrociamo due bambini che letteralmente si buttano in mezzo alla strada a sbarrare il passo alle moto, il tacito patto tra i due credo sia stato "uno dei due si butta sotto la ruota, l'altro gli vende quello che ha in mano facendo leva sul senso di colpa". Inutile dire che il loro piano marketing fallisce miseramente, un pò perchè tutti e quattro schiviamo i pargoli secondo perchè non avremmo mai comprato un sacco da 15 kg di fichi o una bottiglia con del liquido giallo. Non esistendo citofoni, sono l'equivalente dei venditori porta a porta che ti svegliano la domenica mattina.
Arriviamo finalmente a Tatouine, la città è bruttina ma è solo una tappa per la visita ai villaggi berberi. Come ci renderemo conto più tardi, in questa zona del paese sono più integralisti, ce ne rendiamo conto perchè sparisce la birra da tutti i locali pubblici, tocca bere l'acqua minerale.
Il nostro hotel, il più figo della città, ben tre stelle di cui una storta, è frequentato da occidentali, ragion per cui si fa eccezione e si servono alcolici. Infatti è frequentato da locali infiltrati totalmente ubriachi, mentre uno di questi vomita fuori dalla porta, entro scambiando il bancone del bar per quello della reception e chiedo "two double rooms", io sono stordito dal caldo e dalle curve, ma il barista che afferra la bottiglia di Pampero vive in un'universo parallelo.
L'hotel tutto sommato non è male, doccia rituale e poi subito verso Chenini, uno dei villaggi berberi più famosi. Ormai è il tramonto e la luce è perfetta per delle foto.
Arriviamo alla moschea dei sette dormienti che in effetti ha il suo fascino. Purtroppo veniamo importunati sal solito Personal Assistant che trova terreno fertile in Abbacchio che non riesce a rinunciare alla servitù. I conti sono fatti così.
Questo, come è prassi, ci segue ovunque, come se fosse uno del gruppo, non riesco a fare una foto dove non sia presente questo tizio, mi sbuca continuamente nell'obbiettivo ripetendo le uniche quattro parole che conosce in italiano "sette dormienti", "moschea", "1323" e "sorgente".
Cerca di procurami diletto provando a costruire frasi di senso compiuto usando solo quelle 4 parole, invertendo i termini in tutti i modi possibili. Mi fa ricordare i tempi del liceo quando venivi interrogato a tradimento e sapevi solo una cosa che ripetevi all'infinito cercando di fare lo sciolto e convincere il prof. che sapevi molto di più. Il prof. non lo fregavi mai e neanche questo piccolo berbero ci sta riuscendo.
Però è ammirevole nella sua dedizione e nel curare la sua clientela, prima di ripartire, dopo aver ricevuto le sue meritate miccette, addirittura chiude la zip della giacca di Abbacchio per poi buttarsi a capofitto giù dal pendio, saltando tra le rocce come neanche un capriolo saprebbe fare.
Guadagnerebbe molto di più impressionando i turisti con le sue corse che con il suo italiano.
Il posto è veramente particolare, la moschea ha un campanile che definre storto è riduttivo, sembra disegnato da Gaudì.
A fianco della moschea ci sono le tombe dei sette dormienti, la leggenda vuole che sette cristiani furono rinchiusi qui dai romani e poi dimenticati, furono ritrovati solo 400 anni e per tutto quel tempo i loro corpi continuarono a crescere. Morirono dopo essersi convertiti all'Islam e furono seppelliti in tombe extra-large.
E' uno di quei posti che andrebbe goduto in silenzio, purtroppo personaggi come questo, per quanto simpatici, non te lo fanno godere appieno.
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32° 55' 32" N, 10° 26' 39" E
Tunisia
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