Dopo le piramidi di sabbia, iniziamo a seguire i cartelli per il confine, la strada incomincia a farsi stretta e ridicolmente mal ridotta. Sembra strano che una strada che collega due stati sia in questo stato pietoso. Appena passata la frontiera bosniaca inciampiamo in un cartello che indica sulla sinistra un camp di rafting, c'e' anche una bella foto sul cartello. Ci vuole poco a convincerci a seguirlo. La strada se possibile peggiora ulteriormente e gli ultimi 5 km sono di sterratto piuttosto ignorante. Il camp è veramente ben fatto, immerso completamente nel parco nazione del Durmitor e sulle rive del fiume che lo attraversa. Il fiume scorre nel canyon profondissimo, più di un km in certi punti e le acque sono tanto gelide quanto trasparenti. Purtroppo abbiamo scarsità di contanti e qua il telefono non arriva... le nostre carte di credito sono inutili. In un modo o nell'altro troviamo una soluzione, non senza aver fatto la figura dei ricconi metropolitani che srotolano le loro carte di credito in posti improbabili. La discesa in rafting è carina ma niente di spettacolare, non è stagione di rafting, le acque sono calme, il periodo migliore è maggio, quando ci si impiegano 45 minuti per fare il tragitto che noi abbiamo percorso in due ore. La cosa più bella è arrivare al camp per mangiare dopo aver remato, si mangia con più gusto ed è tutto buonissimo: bestie al forno, formaggi locali e pane fatto in casa. E boccale di birra a 80 centesimi, una pacchia.
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Raid Balcanico Estate 2009
Siamo quasi pronti e siamo al gran completo: Guidone, Psycho, Abbacchio, Steve e, attenzione, il rientro di RRRobby. Questa volta andiamo alla conquista dei Balcani.
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