Quando mi sono “ammalato”…

La mia malattia è iniziata a 16 anni: i miei amici andavano in vacanza a Milano Marittima e i miei, un pò per risparmiare e un pò per svegliarmi, invece di mandarmi in albergo con gli amici mi hanno spedito da solo a casa degli zii, nella vicina Lido di Classe.
Quei 5 km di distanza hanno giustificato l’uso del vespone, un gagliardo PX 125 blu.

Caricato il borsone sul portapacchi, quello con la molla (capace di staccarti un dito) e via si parte. A quel tempo Imola e Lugo erano le mie colonne d’Ercole, mai stato oltre (da solo). A quell’età le due ruote sono più che altro un mezzo per non sentirti escluso dagli amici, per muoverti in fretta, per non dipendere dai genitori, per fare un pò il fighetto in città. Ma già allora provavo godimento nel fare le curve, a scalare, a sentire il “tiro quando davo di gas” e cercare la traiettoria migliore.

Passano i paesini: Godo, Russi, Bagnara di Romagna, posti inutili, la strada non è neppure granchè, tutta dritta e assolata. I paesini sono desolanti. Ti viene da pensare a che cosa facciano i tuoi coetanei per divertirsi in posti così sperduti.
Man mano che si susseguono però, l’atteggiamento fighetto-metropolitano lascia il posto ad una strana sensazione di libertà.

Stavo viaggiando da solo, per la prima volta in vita mia, avevo dietro di me tutto quello che mi serviva, la Vespa sotto di me che faceva tutto quello che volevo io, potevo andare dove volevo, potevo girare la Vespa ed andare da tutt’altra parte.
Naturalmente non l’ho fatto, ho raggiunto gli amici al mare, ho passato la classica estate da sedicenne fighetto bolognese. Ma mi sembrava di aver compiuto un’impresa. La malattia ormai mi aveva contagiato.

Prima che sbocciasse definitivamente, ci sono voluti diversi anni, uno Zip 50 e uno scoterone inadatto, fino ad oggi: non riesco a concepire una viaggio in cui si resti fermi per piu’ di due giorni nello stesso posto e dove ci si muova con più di due ruote.

Questo sito nasce dalla mia passione per i viaggi in moto.

Viaggiare in moto significa molte cose. Probabilmente diverse per ognuno di noi. Per me è libertà assoluta, è contemplare i paesaggi in maniera unica, respirare l’odore dei luoghi che attraversi e sentirne l’aria sulla pelle, è avventura, è meditazione, è puro e personale senso estetico nell’affrontare le curve con il proprio stile di guida, e’ scoprire posti nuovi e inaspettati, è perdersi in posti mai visti, è curiosità e conquista, è una fiorentinata con gli amici, è andare per il gusto di andare e non di arrivare, è infilarsi giù per una stradina solo per vedere dove porta, è inciampare per puro caso in un posto sperduto e splendido che non avresti mai trovato al fresco dell’aria condizionata della macchina.
E’ una malattia perchè non te ne liberi e chi non ce l’ha fa fatica a capirla.

Questo sito nasce dall’esigenza avere un luogo in cui condividere le proprie esperienze di viaggio, prima, durante e dopo il viaggio. In modo da poter pianificare un viaggio sfruttando le esperienze di altri Riders, di poter aggiornare il viaggio dal vivo usando il cellulare e la geolocalizzazione, e dopo, per sedersi con calma davanti al computer e rivivere (e riscrivere) le sensazioni vissute.

Faccio parte di quella categorie di persone che può viaggiare 3 massimo (4 quando sono fortunato). Ma mi rendo conto che quando inizi a pensare al prossimo viaggio ve fai, beh, con la mente sei già partito. Sognare il prossimo viaggio, questo è lo scopo di Riderpedia.

Guidone

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